Il primo Ministero del Futuro è in Svezia e lo guida una donna

Kristina Persson
ministro futuro donna svedese

Il best seller di qualche anno fa, Uomini che Odiano le Donne, e la trilogia di Millennium portavano agli occhi dell’opinione pubblica l’alto tasso di violenza sulle donne di cui era vittima Stoccolma. Allora i protagonisti erano Mikael Blomkvist, giornalista economico di discreto successo alle prese con la risoluzione di un giallo, e Lisbeth Salander, giovane hacker punk vittima di abusi. Un successo editoriale lungo tre libri e altrettanti film che ha conquistato il mondo. [nella copertina, una scena dalla trilogia con i due protagonisti]

Lisbeth era il simbolo di una donna libera, che si batte per i suoi diritti e per diventare protagonista del suo futuro. Una donna che ha incarnato lo spirito dei tempi. La Svezia è rimasta un’avanguardia, capace di anticipare le tendenze di tutto il mondo, specie se si parla di ambiente, tecnologie e di innovazione.

Un’innovazione che investe anche ciò che di solito è più ostile al cambiamento: la politica. E’ stato creato il ministero del Futuro e alla sua guida è stata scelta una donna. Vediamo di chi e di cosa si tratta.

Il profilo del primo ministro del Futuro

Si chiama Kristina Persson, ha 71 anni [foto a destra]. kristina persson

Con un passato nel sindacato ed una carica pregressa al ministero della Finanza e alla Banca Centrale di Stoccolma, la Persson fa parte del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori di Svezia, il più vecchio partito svedese, 1889, esattamente quello che, nel corso del XX secolo, ha contribuito in maniera decisiva all’evoluzione del cosiddetto modello svedese.

Il credo del SAP si basa su una politica capillare di welfare basata su una forte tassazione, come spiega la Signora Ministro: “In Svezia si pagano tante tasse? Io sono orgogliosa di pagarle perché abbiamo una buona governance e spendiamo bene i soldi delle tasse, anzi ne pagherei anche di più visto che portano servizi”.

Femministi convinti, fan dell’uguaglianza in tutte le sue forme, in forte opposizione con qualsiasi tipo di discriminazione e razzismo, i sostenitori del SAP rappresentano quella ‘terza viatra l’attitudine liberista elogiata dal Financial Times e le ambizioni socialiste che tanto piacciono alla sinistra.

E dunque, la messa a punto di un Ministero per il Futuro, il cui nome completo è Ministro per le strategie future e per la cooperazione nordica, si colloca proprio tra queste due strade.

A cosa serve il Ministero per il Futuro?

A promuovere il cambiamento e l’evoluzione delle pubbliche amministrazioni, con una visione lungimirante, detto in estrema sintesi.

La Peerson l’ha spiegato per esteso in una bella intervista, noi per praticità lo riportiamo per punti:

  • parità di genere e uguaglianza
  • innovazione e cambiamento
  • fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini svedesi
  • un settore pubblico molto forte e privo di corruzione
  • buona governance
  • ridurre la diseguaglianza
  • rafforzare la cooperazione a livello europeo, “che oggi si è indebolita, poiché le risorse
  • dei singoli governi non sono sufficienti”
  • flessibilità
  • creare la felicità

E così, dopo le politiche di welfare e promozione attiva dell’uguaglianza (anche tra uomini e donne), il congedo parentale esteso a 18 mesi, “di cui 12 pagati a stipendio pieno” ricorda il sito de IlSole24Ore, dopo le start up tecnologiche, i mobili e le saghe nordiche, ecco un motivo in più per ammirare la Svezia.

 

Foto cover tratta da “Uomini che Odiano le Donne”