Ecco come sarà la Torre Galfa. INTERVISTA

Nuova puntata della storia della Torre Galfa, il grattacielo di Milano noto per gli anni di abbandono e per i tentativi di riqualificazione andati a vuoto.

Finalmente pare che i lavori siano cominciati, anche se un po’ in ritardo rispetto al previsto. La prossima destinazione d’uso della Torre sarà quella di business hotel di lusso sotto l’etichetta del brand Innside, parte del gruppo Meliá Hotels International. Li abbiamo contattati per capire qualcosa di più del futuro di un palazzo che è diventato un’icona per la città, resa nota con l’occupazione di Macao di qualche anno fa.

L’INTERVISTA 

IL GRUPPO MELIA’ HOTELS. E’ una compagnia quotata in borsa con circa 38mila dipendenti e 352 alberghi nel mondo, ma nei prossimi tre anni punta ad arrivare a 420. Di essi, 7 si trovano in Italia con l’obiettivo di aggiungerne a breve altri 4.

Palmiro Noschese, AD Melià Hotels Italia
Palmiro Noschese, – ‎Managing Director Italy at Melia Hotels International

3 si trovano a Milano, e tutti sono parte del segmento 5 stelle. “Abbiamo anche due Trophy Hotel, a Roma e a Milano, che ci rappresentano nel mondo come prodotto top di ospitalità di lusso”, ci racconta l’Area Director Italy di Meliá Hotels International e General Manager del Meliá Milano, Palmiro Noschese, che prosegue: “Quello a cui miriamo è che anche il futuro Innside Melià dentro Torre Galfa diventi un Trophy Hotel a livello europeo”.

Dottor Noschese, quale sarà il futuro della Torre Galfa?
Torre Galfa segue le aperture di Innside Hotel in Germania, in Inghilterra e a New York, appena un mese fa. Il prossimo Innside hotel dovrà essere dentro Torre Galfa a Milano e sarà una punta di diamante.

Che ruolo ha Melià nella ristrutturazione di Torre Galfa?
Due anni fa Melià ha firmato un contratto con la proprietaria Unipol con l’intento di supportare il progetto per la parte dell’hospitality. Il contratto da gestore, che durerà per i prossimi 20 anni, sarà per sviluppare i primi 13 piani della Torre nella forma di un albergo dello status di uno dei band di Melià, ovvero Innside. Come tale l’albergo sarà tecnologico, di alto lifestyle, e sarà dotato di tutto quello che è per il mercato corporate, in grado di offrire al cliente solo i migliori servizi business. Per questo abbiamo pensato ad una struttura da 146 camere, sale riunioni, una palestra, un garage per i nostri ospiti e un concept dibar ristorante al piano lobby integrato nell’albergo.
Insomma, Melià ha in serbo il desiderio di mettere tutto il proprio know-how al servizio di un albergo eccellente e che potrà dire la sua nella storia di Milano.

Avete altre esperienze a Milano?
Siamo forti dei successi da 15 anni nel quartiere di San Siro e da un anno in quello di Piazza della Repubblica. Questo terzo brand ci servirà a coprire tutta la clientela.

Torre GalfaPerché investire proprio su Torre Galfa?
Dapprima, era l’intuizione che all’interno qui ci potesse essere un albergo. Quindi, perché la Torre Galfa rappresenta per la città di Milano qualcosa di importante, sebbene negli ultimi 30 anni sia stata abbandondata per tutta una serie di problemi che non stiamo qui a ripetere.
Noi abbiamo stipulato un contratto con Unipol e li abbiamo convinti per la parte alberghiera, ma ci sono altri piani.

Che cosa conterranno gli altri piani di Torre Galfa?
Sopra i piani del nostro albergo è previsto un sistema di service apartment, ovvero ci saranno appartamenti in affitto all inclusive e dotati di tutti i servizi.
Al 29° e 30° piano invece l’idea è di fare un grande lounge-bar-ristorante aperto alla città.

2015-05-28Torre_Galfa_Unipol_8

Come sarà la differenza di gestione?
Noi gestiamo i primi 13 piani della torre, per la parte alberghiera, ad Unipol spettano gli appartamenti e l’ultimo piano.

A quanto ammontano i termini dell’investimento?
Torre Galfa è per noi un’ultima parte di Milano da ristrutturare nella quale crediamo molto: rappresenta il completamento della riqualificazione dell’area di Porta Nuova, ex Varesine, ed è una location che sarà importantissima nei prossimi due anni.
In virtù di questo sono stati stanziati da Unipol 100 milioni di euro per il progetto globale.

I tempi del cantiere?
I lavori sono partiti da qualche mese, proseguiranno per tutto il 2016 e l’intero 2017. L’idea è quella di aprire tutta la Torre entro il primo quarto del 2018, lavorando a pieno ritmo.

TORRE_GALFA-06_fullCon quali altri attori state colloquiando per ridare vita a  questo luogo?
L’accordo è tra noi e Unipol e con lui parliamo, anche se probabilmente Unipol sta parlando anche con qualche altro interlocutore per i piani destinati agli appartamenti.

I vostri obiettivi? 
Come sempre quando arriviamo nelle città e nelle location non ci fermiamo alla riqualificazione dell’immobile alberghiero ma anche all’area su cui insiste quella struttura. Lo abbiamo fatto con il Melià in Piazza Duca D’Aosta, in Piazza delle Repubblica e così sarà anche per Torre Galfa.
Ci teniamo di essere attori della città e, insieme a Unipol, dare il nostro contributo all’ultima parte del centro di Milano che tale consideriamo in quanto non lontana da Stazione Centrale e Piazza della Repubblica e a appena 20 minuti dal Duomo. La nostra storia ci insegna che i nostri marchi hanno aggiunto valore specifico anche all’area su cui insistevano.

Fino a oggi Torre Galfa è stata simbolo di sprechi e occupazioni: quale vorrebbe fosse la notizia sulla Torre una volta inaugurato il nuovo progetto?
Che Torre Galfa è rinata e che quello è l’inizio del recupero di un’immagine negativa subita nel passato.
Vorrei che fosse la nascita di un nuovo simbolo di Milano, quale fu negli anni passati.
Spererei che con la nostra forza commerciale e di marketing anche a livello mondiale, Torre Galfa tornasse sulla vetta del mondo: per come è il progetto, per il tipo di sviluppo e di investimento se lo merita.
Unipol si è presa la leadership di un lavoro indotto, di nuovi posti di lavoro, del posizionamento dello status symbol di Torre Galfa e di tutte le persone che ci lavoreranno prima e dopo e per i prossimi anni, 20 e oltre visto che tale è la durata dei contratti.
Mi piacerebbe si dicesse che quando gli imprenditori italiani fanno le cose a modo loro, sanno essere i migliori.

Torre Galfa

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