Cosa pensi e cosa ti chiedi quando incontri un senzatetto per strada?

La storia di [!N]Difference ci avvicina ad un mondo invisibile agli occhi.

 

Vi è mai capitato di fermare la vostra attenzione su un senzatetto? Chiedervi come fa a vivere per strada e a sopravvivere nelle notti più fredde d’inverno?

Vi siete mai chiesti come trascorre le sue giornate, come sia finito in quelle condizioni e chi fosse e cosa facesse in un passato lontano?

Io me lo chiedo spesso, ma soprattutto mi chiedo come sia possibile, nel XXI secolo, accettare che un essere umano possa vivere in certe condizioni sotto gli occhi incuranti di migliaia di passanti.

Ma chiederselo e indignarsi non è sufficiente ad alleviare le pene di queste persone. E, se da una parte le istituzioni sembrano non interessarsi a queste problematiche umane, dall’altra, emergono realtà solidali di cittadini che non riescono a passare oltre indifferenti.

Ed è proprio questa parola che richiama il nome di un progetto tutto milanese, [!N]Difference, nato un anno fa dalla volontà di Nelson Gregory Francesca, Cecilia Maccacaro, Vanessa Faschi e Carlo Andrea Banfi quando, un pomeriggio di fine estate, in loro è emersa la necessità di dedicarsi a quelle persone vicinissime a tutti ma spesso invisibili agli occhi.

I primi mesi di attività sono stati sperimentali, il gruppo doveva prima capire chi aveva di fronte, di cosa i senzatetto che incontrava avevano bisogno e soprattutto si è dovuto guadagnare la loro fiducia.

Un aspetto che si è rivelato subito fondamentale è stato scoprire e conoscere tutte le realtà che già operano a Milano e portano aiuti di svariato tipo, dal cibo, ai vestiti, alle medicine.

In questo modo, pian piano [!N]Difference  è riuscito a entrare in punta di piedi nella vita dei clochard, aprendo così gli occhi sulle problematiche umane da cui sono afflitti e sulla loro condizione dimenticata dai più.

Quello che i ragazzi di [!N]Difference  hanno così capito è che “in strada non si muore di fame ma di solitudine”.

Hanno scelto di aiutarli in un modo diverso ed inusuale, ma anch’esso molto importante: il rapporto umano e la compagnia.

Lo scopo di [!N]Difference  è proprio quello di alleviare la solitudine delle persone che vivono ai margini, di dar loro voce e di ascoltare i loro bisogni e i loro punti di vista. [!N]Difference  crede che un reinserimento sociale sia fortemente possibile se alimentato da dialogo, spunti, riflessioni, amicizia e piacevoli chiacchierate in compagnia, nelle quali i senzatetto si sentono considerati e riescono ad esprimere le loro sensazioni più intime.

Oltre all’intensa esperienza umana, [!N]Difference  persegue ulteriori tre obiettivi:

  • fornire ai senzatetto tutte le informazioni pratiche che possano essergli d’aiuto (ad esempio consigliando loro le associazioni e i centri specializzati più idonei a risolvere problematiche specifiche);
  • fornire supporto nel trovare una soluzione pratica alle necessità quotidiane (per quanto piccole possano essere o possano apparire)
  • sensibilizzare l’opinione pubblica raccontando le loro storie e gli aneddoti del mercoledì sul sito e i suoi social network al fine di abbattere i muri del timore e del pregiudizio.

Nel corso di questo suo primo anno di esistenza, [!N]Difference ha ora al suo attivo una quarantina di volontari, che ogni mercoledì sera alle 20 si ritrovano davanti al Mc Donald di Piazza Duomo per poi passare la serata tra Corso Vittorio Emanuele e San Babila, con i vari senzatetto che popolano il centro.
Ci sono vecchi amici e nuove conoscenze e molti homeless dimostrano di aspettare con gioia questo momento conviviale e sereno.

[!N]Difference non manca di organizzare anche riunioni tra i suoi volontari, per presentarsi ai nuovi venuti e strutturarsi nel migliore dei modi.

Come anticipato precedentemente, [!N]Difference ha un sito, www.indifference.it dove raccoglie il resoconto di tutti i mercoledì sera e le storie dei senzatetto che ha conosciuto durante la sua attività.
Per tutelare la privacy delle persone conosciute, il progetto utilizza degli pseudonimi per narrare le sue vicende.

Il progetto è aperto a chiunque voglia provare l’esperienza anche solo per una volta; per partecipare è sufficiente mandare una email a info@indifferecne.it o contattare la pagina facebook https://www.facebook.com/indifferencemilano/