Brexit: le 5 grandi opportunità per Milano

L’Europa è stata mollata. In verità non è poi questa grande sorpresa: gli inglesi verso l’Europa sono sempre stati molto freddi, specie le generazioni più anziane e gli abitanti delle campagne. Difficile oggi capire se per la Gran Bretagna sarà davvero il disastro che molti prevedono, di sicuro una grande sconfitta c’è: Londra. La capitale voleva restare in Europa anche perchè da quando c’è l’Europa unita ha ottenuto grandissimi vantaggi, diventando la capitale continentale in numerosi settori. Si può dire che l’Europa più che un Paese perde una delle sue capitali e questo, passata l’amarezza per chi ama l’Inghilterra, può rappresentare una grande opportunità per chi, come Milano, può aspirare a prenderne il posto.

Vediamo quali sono le 5 opportunità che si aprono per Milano con l’uscita della Gran Bretagna (e di Londra) dall’Europa.

Brexit: 5 nuove opportunità per Milano

  1. Ritornare ad essere una delle capitali finanziarie.
    Milano era la capitale finanziaria d’Italia. Lo è ancora, ma con l’Europa l’Italia non conta più granché, specie per la finanza. In Europa la capitale era Londra che ha acquistato quote di mercato prendendole anche a Milano. La Borsa di Milano è passata in mani inglesi e ci sono molte aziende italiane che hanno spostato la sede finanziaria nel Regno Unito. Pensare che senza Londra Milano possa di colpo ritornare ad essere una capitale finanziaria è assurdo, visto che il sistema fiscale penalizza fortemente gli investimenti. Però potrebbe spingere un governo intelligente ad adottare per Milano delle politiche fiscali agevolate per consentire alla nostra città di competere con le altri capitali europee, riuscendo così ad attirare parte dei capitali in fuga. Il modello da seguire è quello delle free zone.
  2. Riaffermare le sue eccellenze.
    Milano e Londra competono in molti settori. Per certi aspetti appaiono città simili, soprattutto in tema di eccellenze e di aspirazioni. Sono entrambi delle capitali mondiali della moda, del design, della creatività, della musica (moderna loro, lirica noi), del food, perfino del calcio. In più Londra è una capitale in settori dove Milano lo è stata in passato, come la finanza, l’imprenditoria, i media, l’istruzione. Se, come sembra prevedibile, l’uscita di Londra dall’Unione Europea la porterà ad essere più debole, questa può essere un’opportunità per Milano per riaffermare la sua eccellenza in campo internazionale, sostituendosi alla capitale inglese.
  3. Ridurre l’emorragia di imprese e di cervelli.
    Negli ultimi anni Londra ha battuto ogni record per numero di arrivi di italiani. Il nostro paese è in crisi e sono moltissime le start up che si trasferiscono a Londra per motivi finanziari e fiscali. Così come sono tantissimi giovani di grandi capacità che lasciano Milano per costruirsi la loro fortuna nella capitale britannica. Questa può essere l’occasione di ripensare per Milano politiche economiche e fiscali in grado di poter invertire la tendenza e di sfruttare il momento per porre Milano da luogo da cui si scappa a destinazione in cui si arriva. Occorrono molte riforme, specie in termini di autonomia, ma l’offerta di capitali e persone che tornano in circolo in Europa è una grande opportunità da cogliere.
  4. Diventare una Città Stato.
    Ciò che è accaduto in Gran Bretagna è anche segno di una tendenza diffusa in tutta Europa. Londra ha votato per restare, il resto del paese per uscire dall’Europa. Londra è una realtà diversa dal resto del Paese e questo le ha consentito grandi vantaggi che ora rischia di perdere. Perchè Milano possa aspirare a prendere il posto di Londra come capitale europea la condizione necessaria è che possa acquisire uno status simile a lei, quello di una città regione capace di governarsi nel modo ottimale. Una città regione che grazie all’autonomia è riuscita a svilupparsi in modo impressionante. Per cogliere questa opportunità storica Milano deve sapere puntare i piedi con il governo di Roma per ottenere l’autonomia di gestirsi in modo da poter giocare su scala internazionale il ruolo che Londra sta perdendo.
  5. Proporsi come città leader di una nuova idea d’Europa.
    Ma la Brexit è sintomo di una tendenza ancora più importante. E’ l’intera Europa ad essere in crisi: nel giro di un decennio l’Europa è diventata da luogo in cui tutti chiedevano di entrare a luogo che teme di perdere i suoi membri. La crisi dell’Europa è riflessa in ciò che avvenuto nel referendum inglese. Londra e le grandi città hanno votato per restare, ma il resto del paese ha votato di contro. Ormai le differenze maggiori non sono tra stato e stato ma sono all’interno degli stati: tra grandi città connesse tra loro e le altre aree nazionali. Un’Europa in cui il modello dello Stato risulta in crisi, deve ora riformarsi scegliendo tra essere un’Europa di città libere di competere tra di loro o restare un’Europa di Stati disomogenei al loro interno, mossi da interessi egoistici e in competizione con la stessa Unione Europea. Da Milano può partire questo rinnovamento culturale: Milano come promotrice di una nuova idea d’Europa, più coerente con la tradizione storica del nostro continente, che ha raggiunto la massima forma di civiltà nelle sue città. Da Milano può partire la proposta di un’Europa di Città Stato che sostituisca l’Europa degli Stati.

 

 

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