Perché a Milano occorre alimentarsi in modo più sano che in montagna e qualche consiglio su come farlo

Basta trasferirsi in montagna per sentirci carichi di energia e più rilassati. In termini fisiologici l’organismo diventa infatti più basico o alcalino, perché si trova in un ambiente con più ossigeno e meno sostanze acidificanti. A Milano accade il contrario: inquinamento atmosferico, acqua e cibo conservati, stress arrecano una maggiore acidità dell’organismo, a parità delle altre condizioni. Questo spiega perché in montagna, l’ambiente alcalino per eccellenza, si può consumare cibi acidificanti, come carne, dolci o latticini senza avvertire effetti negativi sulla digestione o a livello energetico come invece accade spesso in città.

Il corpo ricerca un proprio equilibrio fisiologico, è come una camera di compensazione: se viviamo in un ambiente basico, l’organismo può trarre beneficio anche da sostanze acidificanti. In montagna ad esempio sarà l’aria pulita, la maggiore ossigenazione a rendere più alcalino l’organismo. Al contrario, se si sta in un ambiente acidificante, occorre invece aumentare le dosi di sostanze basificanti.
Si potrebbe dedurre che forse è questo il motivo per cui a Milano si stia diffondendo così tanto la moda di un’alimentazione considerata più sana, come quella basata su ingredienti biologici, quella vegana o vegetariana. Vivendo in un’ambiente tossico è più difficile liberarsi dalle scorie acide e dunque occorre limitarne l’assunzione.

Vediamo alcuni consigli per poter alcalinizzare l’organismo reso più acido dallo stile di vita cittadino.

Consigli per la prima colazione
A casa: appena alzati, un bicchiere di acqua tiepida con il succo di un limone.
Scegliere acqua alcalina, ovvero acqua con un pH superiore a 7(è riportato in etichetta). Le acque alcaline contribuiscono a compensare l’acidità provocata dagli eccessi alimentari e dallo stress. Per rendere ancora più efficace la bevanda a base di limone, è possibile aggiungere un pizzico di peperoncino e uno o due cucchiaini di succo d’agave biologico. Questa combinazione di ingredienti conferisce energia e benessere immediata e in più avremo tanta vitamina C utile a sostenere il sistema immunitario.

Oppure tisana preparata con semi di grano saraceno tostato (si può preparare a casa facendo tostare a fuoco medio 200-300 grammi per volta di grano saraceno fino a quando assume un delicato colore dorato). Suggerisco di prepararne alcune dosi per averla sempre a disposizione. Si prepara versando acqua bollente su un cucchiaio di semi di grano saraceno tostati e facendo infondere per 5 minuti. Poi si beve dopo aver filtrato oppure una volta che i semini si sono depositati sul fondo della tazza. Potete berla anche 3 volte al giorno, vi aiuterà a sentirvi rilassati e ad eliminare le scorie acide dall’organismo. Il gusto è così delicato che non servirà dolcificare. Il grano saraceno è ricchissimo di magnesio e di un meraviglioso flavonoide definito rutina che aiuta a proteggere i vasi sanguigni e che svolge una marcata azione antiossidante.

Due consigli per gli altri pasti
Si possono ottenere effetti molto positivi sull’apparato digestivo, con impatto su forma ed energia, anche solo adottando due semplici accorgimenti in tutti i pasti.
Il primo è di iniziare ogni pasto mangiando un’insalata. Verdure fresche e crude prima del pasto consentono di supportare l’apparato digestivo nell’assimilazione degli altri alimenti. E’ questo un metodo utilizzato in natura da numerosi animali per agevolare la digestione.
Il secondo è di masticare. Ricerche scientifiche hanno dimostrato come masticare a lungo ogni boccone, ideale per più di trenta volte, contribuisce a ridurre considerevolmente l’assimilazione di grassi e di sostanze acide. A parità di condizioni, masticare di più dà più energia e comporta un minor accumulo di grassi. Questo perchè più si mastica più si produce saliva che facilita la digestione, riducendo il carico di lavoro per lo stomaco.
In generale, poi, suggerisco di seguire la regola dell’80/20: in ogni pasto cercare di consumare l’80% di sostanze basificanti (verdura e, in parte, frutta) e il 20% di sostanze acidi. Una regola aurea, a meno che non ci si trovi in montagna.