Perchè a Milano mancano catene di cibo sano, veloce ed economico?

Tornando da Londra per l’ennesima volta sono qui, a Milano, cercando un posto dove mangiare sano, veloce ed economico e non lo trovo.
Mi ritrovo così a sentire la mancanza delle soup calde d’inverno e delle super-salad d’estate di posti come Eat, Prét a Manger, Crush, Joe and the Juice, o del sushi fresco e sano di Itsu o delle bowl di verdure, carne e noodels di Wagamama.

foto6
Qualcuno potrà pensare che ho perso il gusto della buona cucina italiana, ma in verità, l’offerta di Londra di cibo fast, healty and cheap è qualcosa che si potrebbe fare alla grande anche in Italia.
Mi ritrovo così a sognare catene di ristorazione che propongono cibo a km 0, con il nostro stile, il nostro gusto, preparato in giornata, sano, leggero, veloce ed economico. Alla portata di tutti.
Chiamo un amico milanese da generazioni e gli chiedo dove posso trovare un posto per mangiare beautifully e lui mi dice di andare in un bar. E’ vero, i bar a Milano non mancano, ma ogni volta che ci entro mi mettono un po’ di tristezza, mi sembra di essere tornata negli anni ’80.
Possibile che se vuoi qualcosa di diverso, veloce ed economico, l’unica offerta sia il burger? McDonald’s, Mama Burger, Burger King e anche Chichen&Chicken, Hello Chicken, Chicken Choice, Chicken Cottage, Chicken Hut non mancano. Ma questo è l’incubo di un vegetariano, di un vegano e di una come me che per pranzo mangerebbe volentieri una soup, una salad o un wrap, leggeri, veloci, sani ed economici.

foto3Insomma, per mangiare economico a Milano devi rovinarti il fegato con i grassi di un hamburger? Per mangiare sano, devi spendere in un ristorante gourmet? Per mangiare fast devi mangiare in una tristissima “tavola fredda”?

In attesa di catene di ristoranti dai nomi inventati del tipo: MangiaSolo, Fresco&Sano, SucchieZuppe, Italiainbocca e così via, mi siedo in un bar e mi faccio un toast pensando all’ultima zuppa di funghi di Eat consumata a Gatwick prima di partire.

foto7

CONDIVIDI
Articolo precedenteLanciò la moda di abbellire i palazzi in modo sgargiante
Articolo successivoMake Milano great again. Da Trump alla Città Stato
Francesca Spinola
Francesca Spinola. Giornalista, mamma di due teenagers, collaboro con la  Turner Television come Compliance Video Editor. Una tesi di laurea in Senegal, un’avventura da corrispondente estero dalla Libia, tanti anni da freelance con servizi dall’Africa, dal Brasile, dalla Turchia, pubblicati su diverse testate, dal Time Magazine a Vanity Fair, dall’Espresso a Repubblica, al Tempo e via così. Una passione per i viaggi, romana di nascita, cittadina del mondo, milanese d’adozione. 

NESSUN COMMENTO