Paola Bacchiddu: l’unica cosa che porterei a Milano di Roma sono i monumenti

– Proprio oggi sono uscita a pranzo col mio collega romano e mi diceva “guarda io adoro Roma ma tutto quello che dici è vero”

– Ma in sintesi cosa dici tu?

– Beh insomma quello che la distrugge, a parte un’amministrazione che purtroppo ha toccato il fondo perché io ho lavorato, ho vissuto a Roma sotto Veltroni, sotto Marino e adesso sotto di lei, quello che bisogna considerare è che è lo spirito civico che non c’è.

– Ma tu glielo dici ai romani? Quando dici perché non fate voi, che cosa ti rispondono?

– Io gli dico sempre: noi a Milano, come era successo per esempio per Expo, c’ero anch’io, siamo scesi in strada proprio fisicamente”, loro dicono “ma tanto questa è una città che ha visto anche i barbari arrivare e sopravvive sempre a se stessa, tanto è inutile”. C’è una rassegnazione totale.

E poi riconoscono ormai dopo tanti anni in cui cercavano di fare resistenza su questo che gli stessi romani purtroppo di senso civico c’è carenza, scarseggia, quindi tutto sommato riconoscono che è anche colpa loro.

Ti faccio un esempio. Io abito in un quartiere a Roma che è considerato un quartiere abbastanza, a parte di destra, il quartiere Fleming che è la collina chic e ricca della città, quindi in effetti rispetto al sud, perché sai che c’è questa distinzione sud-nord, hanno fatto anche delle fiction su youtube che è questa cosa di Roma che è come attraversare due continenti diversi in effetti. Perché il sud è proprio più sbracato, è più di sinistra, di centri sociali, mentre il nord è un po’ più borghese, un po’ più ordinato. Però io abito nel quartiere ordinato ma, ti dico, io vedo anche i camion dell’immondizia che, per carità, passano ma dopo un’ora è di nuovo tutto per terra perché la gente butta le cose. Purtroppo è lo spirito civico che è inesistente, qui.

Quindi, vuoi un’amministrazione drammatica più la gente purtroppo non fa resistenza, per cui quando dico perché non scendete in piazza?, questi dicono tanto Roma si amministra da sola. Sono passate tutte quante le popolazioni, invasori, barbari, Roma è sopravvissuta a se stessa e concludono così il discorso.

– Ma secondo te un’amministrazione potrebbe fare qualcosa? Perché da quello che descrivi ci sarebbe poco da fare.

– Ma secondo me sì, perché può migliorare cose che ormai hanno raggiunto insomma dei livelli intollerabili. Quindi sicuramente sì. Poi se mi dici può farla diventare funzionale come Milano, dico è impossibile. Però sicuramente peggio di così credo sia difficile, questo lo riconoscono anche i romani dopo tantissimi anni. Per farti un esempio adesso hanno deciso di accendere i lampioni a turno, cioè in certi quartieri è completamente buia la città

– A turno nel senso alcuni quartieri sì e alcuni quartieri no?

– Sì. Io ti sto parlando di strade con un afflusso di macchine costante, quindi sono anche strade pericolose, piene di buche peraltro e tutto il tratto nord, io lavoro nella zona nord, per esempio oggi era spento, lo stavamo notando con il collega romano. Non accendono più le luci, evidentemente per questioni di bilancio, di risparmio. Se a una città gli togli l’ordine, la pulizia, l’immondizia, gli togli l’illuminazione e gli togli i trasporti, che cosa rimane?

– Mi viene in mente un amico che dice che la cosa migliore di Roma è il treno per Milano, tu quando sali sul Frecciarossa e torni a Milano qual è la cosa che trovi?

– Innanzitutto la civiltà, perché sempre di essere arrivata in Svizzera, perché veramente c’è un gap mostruoso. Peraltro più passa il tempo e più il gap, la forbice si allarga. Questo lo riconoscono anche i romani adesso. Prima dicevano ci avete solo la nebbia a Milano, adesso invece riconoscono che Milano è una città che è cambiata tanto e dove verrebbero anche loro volentieri perché da Roma c’è solo da scappare. Questo lo dicono proprio loro. Infatti io sono stupita di questo atteggiamento dei romani che finalmente riconoscono la situazione in cui vivono. Però io un po’ dico è colpa vostra.

– Può essere l’inizio di un’autoconsapevolezza positiva.

– Ma io tra l’altro non ho nulla contro Roma, cioè spero che si riprenda. Una città così è invidiata in tutto il mondo, se fosse organizzata in maniera funzionale è una città che diventerebbe una bomba in tutto il mondo, no? Ce la invidierebbero tutti, no?

– Che cosa della Milano di oggi, c’è qualcosa che nonostante tutto di Roma non ti dispiacerebbe che ce l’avesse Milano?

– Niente. Assolutamente niente. L’unica cosa che ti dico i monumenti perché noi non ce li abbiamo a Milano. C’è un patrimonio culturale qua immenso, è preziosissimo. A Milano non c’è, ovviamente.

– E delle persone? Della mentalità?

– Niente.

– Neanche la simpatia, le battute, le battute sono simpatici, a volte

– No, per niente. Tra l’altro mi pare che Milano si sia meridionalizzata in senso positivo molto negli ultimi anni, è diventata una città dal punto di vista della materia umana molto più calda

– Sforna anche comici ormai

– Esatto. Se c’è una cosa di Milano critica io dico che ci sono quartieri completamente franchi, perché fuori dal centro Milano ha grossissimi problemi.

– Un romano con la mentalità milanese ti direbbe però intanto sei qua a lavorare, non sei a lavorare a Milano

– No, no me lo dicono sempre, naturalmente. Io rispondo beh certo se abbiamo qua tutte le produzioni legate alla politica e i ministeri sono qua, è ovvio che sono qua. Ma non mi pare una nota di merito, sinceramente. Anzi. Io qualche ministero, ti ricordi la proposta di Calderoli di qualche anno fa?, io lo sposterei al nord, secondo me funzionerebbero più cose, non sto scherzando.

ANDREA ZOPPOLATO in collaborazione con DUILIO FORTE