Londra si prepara al lancio dell’auto senza conducente: cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Qual è la differenza tra un angelo custode ed un’autista? Questa è solo una delle cose che dovete sapere sulla rivoluzione robot -on – the-road

 Il giornalista Hal Hodson si trova in Costa Azzura mentre sfreccia lungo la costa su una vecchia Honda Civic. Il volante gira e la macchina imbocca una curva ma le sue braccia rimangono conserte. E, dal momento che non ha bisogno di tenere gli occhi sulla strada, è libero di godersi la vista sul mare, sotto lo sguardo stranito di due passanti.

Purtroppo, la Riviera di cui sta parlando, non è altro che una proiezione sul grande schermo avvolgente di un simulatore in una grande stanza a Wokingham, UK.

Il progetto Gateway vedrà Londra diventare una delle prime città al mondo ad avere veicoli senza conducente . Il numero e percorsi esatti che queste percorrerrano sono ancora da decidere, ma tra qualche mese da oggi si potrà saltare in una “capsula” autonoma (vedi foto sopra) ed essere traghettati a destinazione lungo le strade pubbliche. Sarà la prima occasione dove il pubblico potrà sperimentare auto senza conducente, in uno spazio condiviso con altre persone.

“Questo è l’inizio di una rivoluzione nel mondo dei trasporti, dato che le auto verranno introdotte lentamente in piccole aree urbane che faranno da progetto pilota. Nel Regno Unito, Greenwich, Milton Keynes, Coventry e Bristol potranno aprire la strada . Progetti simili si stanno verificando in altre città del mondo, tra cui Singapore; Austin, Texas; Mountain View in California e a Ann Arbor nel Michigan” spiega Nick Reed, direttore del TRL (Transport research Laboratory).

La visione di Reed coinvolge solo uno dei due prototipi molto diversi di auto autonoma che scorrazzeranno sulle nostre strade nel prossimo anno o giù di lì. La Toyota Research Institute, guidata da Gill Pratt, chiama questi due modelli: angelo custode e autista.

Le capsule autonome di trasporto passeggeri che vedremo in città sono della tipologia autista. Gli angeli custodi, d’altra parte, sono auto che non potranno mai prendere completamente il controllo di un essere umano, ma potranno fermarti se stai facendo qualcosa di stupido.

Una delle cose, di cui hanno bisogno queste auto senza conducente, sono mappe molto dettagliate che vengono studiate e realizzate in ognuna delle città pilota. Le isole di questa mappatura precisa saranno allargate verso l’esterno, dai centri urbani lungo le strade principali. La società di mappe stradali TomTom dice che ha già coperto 28.000 chilometri di strade in Germania con una risoluzione sufficiente per le auto senza conducente : il 4%di tutte le strade del Paese.

Sensori e software

Gill Pratt afferma che ogni auto della flotta Toyota del 2017- dal modello più semplice in su – avrà sensori e software necessari per l’esecuzione in modalità “angelo custode” . Sensori che consentiranno una frenatura automatica di emergenza , per esempio, permettendo alla vettura di fermarsi se rileva una collisione imminente.

I dati provenienti dai sensori in tutte le vetture saranno inseriti nel data center centrale di Toyota a Plano, Texas. I ricercatori di intelligenza artificiale di Toyota li utilizzeranno per insegnare ai loro IA come guidare su una più ampia varietà di strade che sono incluse negli schemi pilota come il progetto Gateway. In ultima analisi, i dati raccolti dai sistemi dell’angelo custode contribuiranno a costruire le auto che possono guidare come autisti su qualsiasi strada . “Le nostre auto guideranno un trilione di miglia all’anno, e ciò produrrà una montagna di dati ” spiega Pratt .

“Entrambi i tipi di auto dovrebbero salvare vite umane. Nel solo Regno Unito, 17.000 persone vengono uccise ogni anno sulle strade . A livello globale, il numero è di 1,25 milioni . “Questo è visto come una cosa accettabile e noi abbiamo adeguato le nostre vite intorno a questa accettazione”, dice Reed. “Ma io non credo che sia OK “.

Milanocittastato interior self carIn generale, tuttavia, le aspettative dei consumatori detteranno il nostro modo di utilizzare auto senza conducente, dice Reed. “Se la gente in auto vuole lavorare o rilassarsi o guardare un film, gli ingegneri potranno trovare dei modi per rendere le vetture abbastanza sicure.” Anche la dimensione e la forma dei veicoli potranno cambiare. Eppure, la larghezza delle strade e l’aerodinamica saranno ancora vincolate a ciò che è possibile. “Si possono immaginare forme completamente diverse, ma probabilmente non sarà possibile avere una macchina di 4 metri di larghezza e 1 metro di lunghezza,” afferma Dominique Taffin del Yanfeng Automotive Interiors a Colonia. “Le automobili sono cose piuttosto uniche”, spiega Pratt. “Sono una camera di isolamento dove ci si siede in per 1 o 2 ore al giorno.” E ‘una cosa molto strana”, dice. “Quando non abbiamo più bisogno di guidare noi stessi, siamo liberi di re-immaginare tutto quello che vogliamo fare con quel tempo e quello spazio”.  E’ questa potrebbe essere un’esperienza del tutto fantastica.

https://www.newscientist.com/article/mg23030732-600-london-to-see-fleet-of-driverless-cars-on-public-roads-this-year

 

CONDIVIDI
Articolo precedente50 sfumature di grigio a Milano
Articolo successivo10 frasi per fare colpo a Milano
Raffaella Appice
Country Manager di ESV Digital e start-upper in divenire, credo nel potere della "bellezza" che salverà il mondo. Sognatrice utopista e viaggiatrice incallita, subisco il fascino dei manga giapponesi e della fisica quantistica. Il mio motto preferito? Semel in anno licet insanire!