Le meraviglie della Milano Sotterranea svelate dagli speleologi (INTERVISTA)

Già cinquecento anni fa, Leonardo da Vinci constatava l’improponibile traffico milanese di superficie. Un argomento non molto dissimile da quelli trattati oggi al bar. Sono passati secoli, progetti urbanistici, Area C e anti particolati, ma il problema resta lo stesso. E allora la domanda che ci si pone è: e se le cose non vanno bene sopra, andassero meglio ‘di sotto’?!?

Milano Sotterranea, 2013, libro
Milano Sotterranea, 2013, libro

Mi torna alla mente il titolo di un libro del 2013, Milano Sotterranea, in cui lo speleologo Gianluca Padovan e lo scrittore Ippolito Edmondo Ferrario raccontavano i passaggi segreti, i bunker antiaerei e quello di Mussolini, insomma, tutto quello che si nasconde sotto il trambusto della Milano che conosciamo. Chi, meglio di loro, può rispondere alla mia domanda?

«Una sera ci siamo trovati in pizzeria e tra le varie cose abbiamo parlato del progetto di Leonardo di spostare nel sottosuolo il traffico merci effettuato con i carri mediante lo scavo di strade carreggiabili e di canali navigabili. E ci siamo detti: “proviamo un po’ a vedere che cosa c’è sotto Milano» – mi dice Ippolito, amico ed esperto di misteri, soprattutto meneghini – «Ho sempre avuto l’interesse e la curiosità per la storia e il mondo ipogeo in generale, senza però aver mai fatto ricerche specifiche o essermi dedicato alla speleologia. L’incontro con Gianluca è stata la molla per trasformare una passione in qualcosa di più concreto.»

Qual è il momento migliore per scendere?

Ogni momento è buono, ma d’inverno l’acqua, la fanghiglia e un po’ di rifiuti che sotto finiscono, puzzano di meno.

Che rumore ha Milano di sotto?

(Gianluca Padovan) Il silenzio assoluto: quello che manca nella cacofonica vita quotidiana di superficie. Si parla tanto di inquinamento atmosferico, mai d’inquinamento acustico.

(Ippolito Edmondo Ferrario) Sotto si ha l’impressione di penetrare nella storia, in un mondo dimenticato, immutato nel tempo. Forse sotto ci sono davvero le radici della nostra storia e della nostra città.

C’è lo smog?

Certamente, forse tanto quanto in superficie. Ma non ci siamo mai presi la briga di analizzare l’aria che si respirava. D’altra parte, dato che le opere sotterranee milanesi si sviluppano appena al di sotto della superficie e non a grandi profondità, è un po’ come scendere nella cantina di casa: chi ha mai analizzato l’aria della propria cantina?

La cosa più incredibile che avete visto sotto

(Gianluca Padovan) Il Tempio della Notte, tempio monoptero con annessa grotta artificiale dei primi dell’Ottocento. È un’architettura da giardino paesaggistico in stile neoclassico, situata nel quartiere Gorla nel Parco Pubblico in via Sant’Erlembardo. In Italia ne sono stati individuati e documentati solo due esempi: a Milano e a Cernusco sul Naviglio. Peccato che quello di Milano sia oggi oggetto di vandalismo, che nessuno frena.

(Ippolito Edmondo Ferrario) Per me è stato scendere nel putridarium della chiesa di San Bernardino alle Ossa, luogo di culto milanese, celebre per l’ossario. Pur essendo un ipogeo piccolo, è qualcosa di unico nel suo genere nel panorama nella città insieme a quello che è stato scoperto sotto il pavimento dell’Archivio di Stato in via Senato.

Il luogo di Milano più affascinante visto da sotto, che nessuno si aspetta

La galleria di controscarpa del Castello di Porta Giovia, chiamata da Leonardo “strada segreta di dentro”. Esempio unico al mondo per estensione, articolazione e periodo storico di costruzione: dovrebbe risalire ai primi del Quattrocento e l’architetto Luca Beltrami ha ipotizzato che possa essere stata realizzata su progetto del Brunelleschi, per quanto non sussistano prove oggettive.

Il percorso più lungo?

Roggia San Gregorio (passante per il Lazzaretto del 1870, N.d.r.) e la Galleria di Controscarpa del Castello.

Ci sono passaggi nascosti?

Si. Uno l’abbiamo documentato e si trova nella Chiesa di San Marco (Brera, n.d.r.).

7 cose che nessuno si aspetta ma che ci sono, nella Milano sotterranea

Alla data del 5 ottobre 1940 il Comune di Milano ha fatto approntare 135 rifugi antiaerei. Ad oggi ne abbiamo indagati una cinquantina. Oggi è visitabile il Rifugio Antiaereo N° 87, situato sotto le Scuole Primarie Giacomo Leopardi, in Viale Bodio. Neiade srl ASU si occupa di “mantenerlo in vita” nella memoria dei milanesi organizzando le visite turistiche (
www.neiade.com)

Chi è Gianluca Padovan

Speleologo, veronese, classe 1959. Si occupa essenzialmente di Speleologia in Cavità Artificiali, ovvero della ricerca e dello studio delle opere realizzate dall’essere umano nel sottosuolo, con l’Associazione Speleologia Cavità Artificiali Milano (milanosotterranea.blogspot.com).

Chi è Ippolito Edmondo Ferrario

Classe 1976, scrittore, collaboratore in passato con quotidiani e riviste. Ha scritto saggi di vario argomento storico e romanzi noir di ambientazione ligure e milanese (www.ippolitoedmondoferrario.it).