Le 3 versioni del nome di Precotto: c’è anche quella di un sacerdote finito al rogo

Zona nord-est di Milano. La Martesana ha abbandonato NoLo da un po’ e i Martesangeles lavorano alacremente perché il naviglio che porta verso Monza non si perda sotto cumuli di rifiuti e noncuranza.
La metropolitana rossa sbuffa di rumore e vapore. La kasbah accumulata intorno a Loreto lascia lo spazio a loft e casermoni, alberghi, diramazioni. Gorla e le sue start up sono a pochi metri. A destra vai verso viale Padova. A sinistra ti perdi per viuzze e forse trovi la roggia.
Fermata Precotto. Scendi e ti chiedi da dove arrivi questo nome.

Per un sacco di tempo ho immaginato che fosse per la presenza di un’azienda alimentare, ad esempio di conservazioni di insaccati. Molto banale, molto superficiale.

Come sempre accade a Milano, i nomi così come i quartieri, i palazzi e le vite dei milanesi nascondono strati e strati di storie. Anche il nome Precotto è portatore sano di valori che sanno di leggende tramandate dagli anziani fuori dai bar con gli ombrelloni a righe rosse e bianche, di qualche illazione fatta da bontemponi poco curiosi.

Ma perché allora Precotto si chiama così?

Precòtt si dice in milanese.

Pre – còtt: cotto prima?

Chiedendo un po’ in giro le uniche versioni che mi paiono degne di nota sono quelle che condivido qui di seguito, salvo poi rimanere a disposizione per approfondimenti, contestazioni, precisazioni, narrazioni.

La analisi parte dalle due parole di cui si compone Precotto: còtt e pre.

Còtt lo abbiamo visto: è ‘cotto’. Non ci piove.

E’ il ‘pre’ a portare qualche dubbio.

Come è facilmente immaginabile, questa area a nord di Milano era tutta campagna. Quindi, era una periferia fatta di terra e prati. Pree si dice in milanese. Quindi, questa era una zona di prati arsi, magari bruciati proprio per fare foraggio o rinnovare le messi per i pascoli.

Ma se l’etimologia risolvesse tutto allora Precotto non godrebbe del suo fascino.

Una volta ho sentito dire di un “pre” come prete, cotto. Sì, pare che in un tempo non meglio imprecisato qui sia arso vivo un sacerdote.

Delitto di provincia o terribile incidente?

La terza versione del nome sembra la più pertinente, per quanto a riportarla sia Wikipedia.

Si dice infatti che intorno al 1148-1153 esistesse un toponimo, pulcoctum (1148, 1153) o Pullum Coctum (1162) legato a questi luoghi.

Ma da queste parti, nel 1200, si aggirava pure un certo Precogi, latino ecclesiastico Praecautum.

Per chi ben conosca la zona, però, non si può non considerare il fatto che quella lungo la Martesana sia una zona storicamente ricca di osterie per viandanti.

Perché non immaginarne una con questo nome anche tra Milano e Monza?

Già, forse mi sono ubriacata di troppa voglia di scoprire Milano.

Foto: I nuclei storici di Gorla e Precotto, nella Carta di Manovra dell’IGM del 1878 – Wikipedia

1 COMMENTO

  1. Prée non significa prato, in milanese. Può starci come pronuncia del plurale di prete, che al singolare suona invece come prét e si scrive uguale.
    La teoria del prete cotto ricordo che girava come leggenda metropolitana alle scuole elementari, ideata da un bambino sagace. Per quanto possa essere sagace un bambino delle scuole elementari, ovviamente.
    Mi è venuta l’orticaria a leggere tutta questa approssimazione nel redigere gli articoli. Sarebbe molto più utile, ai fini informativi, pubblicare un articolo senza alcuna notizia, almeno non si diffondono informazioni inventate di sana pianta.

    Perché tanta crudeltà?

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