Fuggi fuggi per la Brexit: Oxford va a Parigi. Cambridge a Milano?

Breaking News tutta anglosassone ma con interessanti risvolti per Milano. Il Daily Telegraph ha pubblicato indiscrezioni che riguardano una delle più antiche e rinomate Università della Gran Bretagna, Oxford.

Dopo 700 anni in patria, si legge sul quotidiano inglese, l’università di Oxford sta stringendo accordi con la Francia per aprire un campus a Parigi. Questa in breve, sarebbe la risposta di uno dei più prestigiosi istituti universitari del mondo alla Brexit.

E non sarebbe l’unica. Sembra che anche l’Università di Warwick, a Nord di Londra, sia stata contattata dai francesi. Questi dirimpettai della Gran Bretagna, ex-nemici, oggi più che mai amici, hanno quindi offerto alle due università inglesi una scappatoia in vista della perdita dei finanziamenti Ue che da qui a due anni, se la Brexit dura della May avrà un seguito, cadrà su di loro come una mannaia.

Basti pensare al fatto che perderanno ogni accesso ai finanziamenti messi in campo dall’Ue con il programma Horizon 2020. Un programma che è un vero e proprio strumento finanziario di attuazione di “Unione dell’Innovazione”, un’iniziativa faro della strategia Europa 2020 volta a difendere e garantire la competitività globale dell’Europa. Con un budget di 80 miliardi di euro, il nuovo programma per la ricerca e l’innovazione dell’UE è la spinta per la creazione di nuova crescita e nuovi posti di lavoro in Europa.

Il programma è aperto a tutti e presenta una struttura semplice che permette ai partecipanti di accedere più facilmente ai finanziamenti e concentrarsi su ciò che è veramente importante per la realizzazione dei loro progetti. Dunque piccole e medie Imprese, università, aziende attive nel settore tecnologico, istituti di ricerca, ricercatori possono partecipare al programma, ma solo se sono dentro l’Unione.
A Oxford è stato detto che se aprirà un campus in Francia, questa acquisirebbe subito lo status giuridico francese e potrebbe quindi continuare a ricevere i finanziamenti UE. Come parte della proposta francese, le università britanniche potrebbero spostare i corsi di laurea e i programmi di studio a Parigi e creare titoli di studio e laboratori di ricerca congiunti. Se Oxford e altre Università accettassero questa proposta, la costruzione dei nuovi campus a Parigi potrebbe iniziare già nel 2018.

Un portavoce di Oxford ha detto che non è stata ancora presa nessuna decisione ma ha aggiunto, lasciando intendere a chi vuol capire: “Oxford è sempre stata un’università internazionale ed è determinata a rimanere aperta al mondo qualunque sia il futuro panorama politico”.

Ma se Parigi si è fatta avanti con Oxford, perché Milano non potrebbe ad esempio farsi avanti con un’altra antica e inglesissima istituzione Universitaria dall’afflato altrettanto internazionale come Cambridge?

Non c’è tempo da perdere per i governanti italiani e per gli amministratori di Milano che, con un po’ di lungimiranza, potrebbero cogliere l’attimo fuggente della Brexit per fare di Milano non solo un hub dello stile e del design, ma anche della formazione e dell’innovazione, in una Europa che, se da una parte sta perdendo pezzi, dall’altra potrebbe darci delle opportunità da cogliere per crescere e prosperare.

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Francesca Spinola
Francesca Spinola. Giornalista, mamma di due teenagers, collaboro con la  Turner Television come Compliance Video Editor. Una tesi di laurea in Senegal, un’avventura da corrispondente estero dalla Libia, tanti anni da freelance con servizi dall’Africa, dal Brasile, dalla Turchia, pubblicati su diverse testate, dal Time Magazine a Vanity Fair, dall’Espresso a Repubblica, al Tempo e via così. Una passione per i viaggi, romana di nascita, cittadina del mondo, milanese d’adozione.