Dopo il parco orbitale, un’altra idea per Milano: the Mile, il primo parco verticale del mondo

E’ stato presentato il progetto di primo parco verticale al mondo con osservatorio alto un miglio (1609 metri). Quello che ne dà il nome: The Mile. Su quel cucuzzolo si troverà una piattaforma di osservazione aperta al pubblico che ne farebbe la più alta costruzione al mondo, circa il doppio dell’altezza dell’edificio più alto di oggi. Pensate se fosse Milano a dotarsi di questo parco verticale. Con il Parco Orbitale diventerebbe la capitale mondiale di parchi avveniristici.

A COSA SERVIRÀ:

  • fornire un’esperienza varia e coinvolgente;
  • creare luoghi per riunioni, cene, concerti, o anche piscine;
  • stupire con le salite ai ponti di osservazione che sfrutteranno capsule scultoree in orbita;
  • abitare il cielo;
  • produrre profitto in modo inusuale.

“Le capsule saranno dotate di schermi all’aperto di realtà virtuale, permettendo una interazione con la vista a 360 gradi sul paesaggio. Lassù nel cielo, i visitatori potranno vedere la città come è – o potrebbe essere, con le cuffie che in genere accompagnano la realtà virtuale“, Domus*.

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E’ stata presentata al MIPIM di Cannes 2016 lo scorso 16 marzo 2016 dallo studio Carlo Ratti Associati (Carlo Ratti, Giovanni de Niederhäusern, Emma Greer, Saverio Panata, Alberto Bottero, Gary di Silvio, Andrea Galli, Pietro Leoni, Monica Löve), che lo ha realizzato con lo studio di ingegneria tedesco Schlaich Bergermann Partner (Joerg Schlaich, founding partner; Mike Schlaich, managing partner; Boris Reyher, associate and Berlin office manager), e lo studio inglese di design digitale Atmos (Alex Haw).

Perché ne parliamo: perché questo “Central Park in verticale, arrotolato e ruotato”, come l’ha spiegato il professor Carlo Ratti, è stato pensato per comportarsi “come un ecosistema naturale, coperto da piante e vegetazione, abitato da centinaia di specie animali, e attraversata da un delicato intreccio di linee di trasporto” – (cit. Domus).

COME CI RIESCE?

Grazie alla struttura leggera innovativa, sulla base di un albero strutturale di 20 metri, tenuto in compressione e assicurato attraverso una rete di cavi precompressi. Tutto intorno all’albero, una serie di capsule orbitanti permetterà ai visitatori di salire gradualmente verso l’alto, godendo del panorama spettacolare a velocità e approcci diversi.

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I MODELLI.

Il complesso olimpico del 1972 di Monaco di Baviera di Joerg Schlaich e Rudolf Bergermann “che ha portato al limite i confini del possibile ed è diventato una pietra miliare nella storia dell’architettura”, ma anche la Tour Eiffel di Parigi e il The London Eye di Londra.

LA SFIDA:

  • giocare con la gravità e le forme dell’architettura;
  • creare un immenso parco verde…;
  • …verticale;
  • sviluppare nuovi ecosistemi in verticali così da sfruttare al meglio ogni spazio urbano;
  • superare i confini delle forme e dello spazio;
  • produrre una nuova forma di attrazione in grado di catturare decine di milioni di visitatori, quindi profitti ogni anno, rendendo ancora più appetibili quelle città già tradizionalmente nell’orbita turistica o che ancora oggi non lo sono.

 

Ph. Carlo Ratti Associati, schlaich bergermann partner, Atmos, The Mile

*Fonte: http://www.domusweb.it/it/notizie/2016/03/02/cra_the_mile.html