Dalla pancia di una balena sorge l’asilo che a Milano ci sogniamo

Bello è bello, ma l’architetto Mario Cucinella ci tiene a far sapere che il nuovo asilo pubblico che verrà inaugurato il 19 settembre 2016 a Guastalla, Reggio Emilia, sarà soprattutto etico e responsabile.

Il progetto è stato scelto per sostituire i due nidi comunali, Pollicino e Rondine, ambedue danneggiati dal terremoto in Emilia del maggio 2012. Per questo Cucinella li ha pensati come luoghi armonici, sicuri, non in contrasto con l’ambiente ma eco-compatibili, antisismici e, soprattutto, educativi al 100%.

Ecco dunque svelarsi un progetto interamente fatto di legno, con forme ondulatorie ed ondulate che evocano l’antro di una caverna, in grado di stimolare la fantasia, ma anche di far sentire i piccoli ospiti al sicuro.

Siamo forse di fronte all’asilo dei sogni? Forse. “Quello che dico sempre è che l’edificio è già in sé una forma di educazione” scrive ischool.startupitalia a proposito delle prime dichiarazioni dell’autore di questa iniziativa di design e scuola pubblica.

“A scuola si trascorre tantissimo tempo, e l’asilo è il luogo dove si sperimenta per primo la vita sociale. Spesso si trascura quanto un determinato ambiente influisca sull’apprendimento e sulla formazione di un individuo. Per questa ragione, Mario Cucinella è stato attento ai dettagli, conscio di avere, come lui stesso ha ammesso, ‘una certa responsabilità nella costruzione di una coscienza nuova’, attenta alla natura e a determinati principi di sostenibilità.[…] Fare delle scuole belle è un obbligo civile, perché c’è molto più del semplice valore estetico: si tratta di trasmettere dei valori”.

Ecco come l’ha pensato Cucinella:

  1. Dentro la pancia della balena.
    Il soffitto è composto da grandi onde di legno; l’ambiente è uno spazio grande e arioso, capace di contenere fino a 120 bambini tra 0 e 3 anni. E’ stato pensato come un grande abbraccio che attinge alla favola di Pinocchio, e già da questo si pone come un luogo sicuro e al contempo capace di stimolare la fantasia. I giochi di luce e ombra che si creano rendono questa “pancia” un luogo interessante per un bambino: sono elementi sensoriali che ognuno interpreta a suo modo.
  2. Uno spazio esperienziale.
    Oltre alle forme inusuali, la presenza diffusa del legno e del giardino esterno produce un inedito effetto sugli odori, le luci, i colori.
    “Fuori dall’asilo c’è un giardino dei sensi, un boschetto che i bambini possono esplorare, dei cespugli, delle piante aromatiche. Già dall’entrata c’è un percorso sensoriale che invita il bambino in un ambiente bello ma soprattutto stimolante”.
  3. La cura dell’ambiente dalla A alla Z: dalla scelta delle piante a quella circa il riscaldamento.
    La struttura è di classe energetica A, è dotata di pannelli termini fotovoltaici, produce autonomamente l’acqua calda. Il lavoro sulle materie prime – legno e vetro – è stato pensato per ridurre al minimo il consumo della elettricità e sfruttare al massimo la luce naturale. Anche l’acqua è gestita con parsimonia: Cucinella ha messo a punto un sistema di raccolta di quella acqua piovana per annaffiare il giardino.
    Non ci sono caloriferi né condizionatori: il riscaldamento degli ambienti passa dal pavimento con un sistema di canalizzazione dell’acqua calda. “Il giorno dell’inaugurazione spiegheremo ai bambini come funziona l’asilo che frequentano: le nostre scelte ecologiche, il percorso dell’acqua che arriva dal cielo e viene rimessa in circolo. Bisogna seminare in loro la cultura dell’ecologia affinché crescano consapevoli dell’ambiente dove vivono”
  4. Il budget contenuto: “l’edificio è piccolo, completamente sostenibile, costato poco 1.650 euro per metro quadro”.
  5. Non pensare dentro gli schemi. Dal viaggio dentro la sua memoria e la sua infanzia, l’architetto Cucinella ha trovato lo spunto per la progettazione di un edificio “che sia importante per i bambini, che resti nella loro memoria come il mio asilo è rimasto nella mia. Insomma, non ho pensato a una scatola, ma a qualcosa di diverso. Ho pensato a un edificio che raccontasse una storia mentre accoglie i bambini. L’entrata dà il senso della pancia, di un grande ventre, c’è il richiamo alla balena di Pinocchio, e naturalmente al ventre materno”.

Auspichiamo anche per Milano che ci siano sempre più asili con caratteristiche tali da stimolare la creatività dei nostri concittadini più piccini.