Critical Mass: la storia e le 10 regole dell’onda anomala di biciclette

Se sei in giro il giovedì sera in zona Darsena e dintorni ti trovi circondato da un’onda di bici, monocicli, pattini, gente che va e gente che viene in ogni modo, pure col risciò, sempre su due ruote, rigorosamente non a motore e non a piedi, tutta insieme sulle strade normalmente percorse dalle auto,e con la musica a palla.

Se vai sulla loro pagina Facebook trovi 11.183 membri, tutti a vario titolo appassionati di biciclette, cultori delle bicistazioni, paladini degli spostamenti green, meglio se a colpi di pedale.

Sono quelli della Critical Mass, evento nato spontaneo a San Francisco nel 1992, organizzata dal tal Chris Carlsson, e da vent’anni è esplosa in ogni parte del mondo, sempre con il suo stile di “incontro non organizzato”.

Dal 2001 ha attecchito pure a Milano, e nel tempo è diventato un fenomeno di costume: la Critical Mass è una di quelle cose uniche nel proprio genere, che non puoi non vedere se vieni a Milano e cerchi qualcosa di poco posh e autenticamente meneghino.

Qualcuno, sempre online, si diverte a cercare le radici di questo gruppo autogenerato e autorigenerante in cartoline d’epoca scattate sotto la Madonnina, quando l’ausilio della pedalata assistita non era nemmeno nella testa dei genitori della bici (pare corresse l’anno 1945). Però la domanda rimane:

@ Jaya Shanty- Critical Mass ante litteram - Facebook
@ Jaya Shanty- Critical Mass ante litteram – Facebook

La Critical Mass, da dove arriva?

Il termine, inglese, significa letteralmente massa critica. In questo caso la massa coincide con un numero straordinario di biciclette che Critico lo diventa quando le due ruote che si incontrano sono così da bloccare il traffico non ciclistico su viali o sulle grandi strade urbane.

 

 

Critical Mass a  Milano: come ci è arrivata?

Mi sembra di essere per strada a fare domande ai passanti di un corteo, e invece sono online ad ascoltare tutti i fans del Gruppo Facebook di Critical Mass che ‘passano’ dalla mia domanda e mi rispondono veloci, prima di continuare a fluire nel mare del www.

Intercetto Francesco, che mi spiega: «A Milano é nata sedici anni fa assieme alla Ciclofficina Popolare nel Centro Sociale Bulk». Il Centro Sociale Bulk era uno spazio occupato di 8000 metri quadri collocato tra via Bramante e Cimitero Monumentale, molto attivo come acceleratore sociale e luogo di concerti e attività varie, tra il 1999 e il 2005 e poi demolito definitivamente nel 2013.

Lo placco: «La Ciclofficina Popolare aveva sentito parlare di questa cosa della Critical Mass a san Francisco e l’ha voluta riportare a Milano? Era una manifestazione?» – «Boh» risponde, «la Critical Mass non é una manifestazione organizzata: é alimentata dal disagio dei ciclisti in strade dominate dalle auto, qualcuno inizia a girare in gruppo e poi diventa un appuntamento sociale».

Prima di filare via mi fa un regalo: il link al sito originale della Critical Mass datato 2002, dal quale scopro il manifesto originale ante-Facebook [foto qui sotto] e le città italiane in cui la Critical Mass, già quindici anni fa, aveva attecchito (eccole nell’ordine in cui le abbiamo trovate):

Torino, Milano, Bologna, Roma, Pisa, Brescia, Genova, Cagliari, Bergamo, Padova, Pavia, Siracusa, Firenze, Andria, Catania, Vicenza, Varese, Verona, Reggio Emilia, Gallarate, Vigevano, Ravenna, Abbiategrasso.

Critical Mass: manifesto dal sito del 2002
Critical Mass: manifesto dal sito del 2002

Critical Mass: Massa Critica per cosa?

Partecipare ai raduni della Critical Mass a Milano è diventato ormai un evento, una di quelle 101 cose da fare in città per sentirsi un po’ internazionali, ma il messaggio alla base resta fortemente critico. I ciclisti vogliono convincere l’opinione pubblica che la strada è di tutti, mentre il traffico a motore dequalifica la qualità della vita tra inquinamento acustico e atmosferico. Il desiderio è che la circolazione diventi sicura anche per chi si vuole muovere pedalando, facendo degli spostamenti su e giù per le città un’occasione per condurre una vita più sostenibile, ecologica, meno rumorosa, più sana.

Chi partecipa alla Critical Mass?

C’è di tutto: studenti, casalinghe, giovani manager, compiti uomini d’affari, anziane signore; in sella a modernissime mountain-bike, biciclette d’altri tempi, vecchie grazielle, fiammanti bici da corsa.

E allora, come si organizzano?

Prima regola della Critical Mass: non si organizza una Critical Mass.

Così mi risponde Andrea, appena oso affacciarmi alla porta della ricca pagina Facebook a caccia di approfondimenti.

Seconda regola della Critical Mass: Non esistono organizzatori o capobanda, Ma se proprio vuoi saperne di più potresti chiedere ai due ragazzi che vengono con il risciò

, mi commenta Diego. Pure il risciò? Certo, eccoli su YouTube dove i video su queste serate del giovedì sembrano infiniti:

Cerco di farmi strada tra biciclette e ciclisti, e le informazioni postate dal social network mi forniscono qualche spunto in più.

#1. Critical Mass, o CM, è un incontro occasionale di biciclette e ciclisti che si svolge tutti i giovedì dell’anno

#2. NOI NON BLOCCHIAMO IL TRAFFICO…NOI SIAMO IL TRAFFICO!

titolano a chiare lettere. La massa critica di gente che pedala, pattina, corre può ri-prendere possesso della strada, in sicurezza.

#3. OGNUNO È RESPONSABILE DI SE STESSO

Regola basilare se ci si deve muovere insieme, senza organizzazione e in modo spontaneo.

#4. RICORDA CHE SI DEVE ANDARE PIANO IN MODO CHE TUTTI POSSANO STARE COMPATTI, SIA CHI HA BICICLETTE SUPER TECNOLOGICHE ED AMMORTIZZATE SIA CHI HA I PATTINI, ED È COSTRETTO A PATTINARE SUL PAVÈ!

#5. Non ci sono differenze di genere, sesso, religione, politica; nessuna pubblicità commerciale

#6. La Critical Mass è libera e aperta a tutti, con ritrovo

ogni giovedì dalle 21:45 e partenza alle 22:00 in piazza dei Mercanti (di fronte al Duomo) ed arrivo nello stesso luogo più o meno alle 00:30. Ovviamente con qualsiasi condizione meteorologica, anche con la pioggia. 

#7. Dopo ogni Critical Mass si fa festa

“È consuetudine che ognuno porti qualcosa da mangiare o da bere per la festicciola/banchetto finale in piazza dei Mercanti. Basta una cosa a testa e ci sarà cibo e beveraggio per tutti (torte, salumi, vino, biscotti, pane, formaggi, birra, tè, caffè, succhi di frutta, salatini, caramelle, frutta, verdura….usate la fantasia)”, trovo postato online.

#8. C’è anche un’altra Critical Mass, quella del venerdì

Il ritrovo è ogni ultimo venerdì del mese in piazza Cadorna alle 18:00. “Forse esiste ancora, ma non lo sappiamo: chiedilo nel gruppo”, si trova scritto su Facebook. 

#9. Esistono molti libri sul fenomeno

Critical Mass. L’uso sovversivo della bicicletta edito da  La Feltrinelli e Critical Mass – Noi siamo il traffico dal ‘fondatore’ Chris Carlsson. Entrambi trattano l’argomento nei vent’anni della bike revolution. 

#10. E c’è pure il Mercatino

Qui, lo scambio, compro, vendo, rottamo ha un sacco di regole ed un preciso nome: Critical Mass Market. Si organizza in rete attaverso un altro Gruppo di Facebook ed un’altra serie di evento. Insomma, tutta un’altra storia, ma sempre sfrecciante su due ruote.