Cari candidati, mettete per iscritto il vostro impegno per Milano

2016. Elezioni comunali. I candidati sindaco sottoscrivono l’idea di Milano Città Stato. In particolare i due contendenti al ballottaggio, Stefano Parisi e Beppe Sala pubblicano una lettera aperta in cui annunciano il loro impegno per Milano Città Stato:
Guarda la lettera di Parisi: “Io mi impegnerò che succeda
Guarda la lettera di Sala:Proviamoci. Mi impegnerò personalmente
In questo tempo pare che davvero il vento sia cambiato per avere una Milano più forte, più autonoma e più protagonista a livello internazionale.
Il Consiglio di Milano ha approvato il primo atto formale per Milano Città Stato (clicca qui per vederlo) e il sindaco Sala sta alzando la voce con Roma perchè Milano conti di più: “Se l’Italia non ci segue Milano dovrà rivolgersi all’Europa“.
Ora ci sono le elezioni regionali e le nazionali. E’ il momento di premere sull’acceleratore e di votare per candidati che si impegnino realmente per dare a Milano l’autonomia necessaria per diventare il primo hub internazionale d’Italia. Per questo chiediamo a tutti i candidati dei diversi partiti di sottoscrivere pubblicamente l’impegno per Milano Città Stato. Qui sotto il testo che si chiede di condividere e di impegnarsi a mettere in atto una volta eletti.
In prossimità delle elezioni daremo massima visibilità ai candidati che si saranno impegnati per questo.

Cari candidati, se siete d’accordo con questo testo, sottoscrivetelo pubblicamente

Perchè Milano Città Stato?

Le città stato moderne sono degli hub internazionali che offrono le migliori opportunità per operare sui mercati globali. Si definiscono città stato nel senso che sono amministrativamente autonome e devono rendere conto solo al governo centrale, senza poteri intermedi.
Esempi di città stato sono Londra, Madrid, Bruxelles, Amburgo, Berlino, Vienna, Mosca o San Pietroburgo. Queste città funzionano come un aeroporto internazionale che consente di attrarre un pubblico di ogni nazione, come porta d’ingresso nel loro Paese.
L’Italia è l’unico tra i grandi stati europei a non avere una città stato, ossia un hub internazionale amministrativamente autonomo.

Questo è il momento per trasformare Milano in una città stato per due ragioni principali:
1. L’ordinamento italiano taglia Milano fuori dalla competizione internazionale non consentendole di attirare risorse dall’estero che aumenterebbero la ricchezza di tutto il Paese.
2. L’Italia ha bisogno di riforme radicali, ma per introdurre innovazioni è più semplice provarle su scala locale. Milano città stato dotandosi della necessaria autonomia può avere la funzione di sperimentare iniziative legislative che possono poi essere estese al resto del Paese.

Caratteristiche di Milano città stato

1.La Costituzione.  
Le città stato hanno una Costituzione. Le costituzioni esistenti hanno in comune l’esigenza di tutelare la città da abusi di potere dello stato a cui appartiene, la tendenza a dare sempre più rilevanza ai diritti del cittadino e l’affermazione del ruolo della città stato con il resto del mondo.  
2.L’amministrazione a livello più basso possibile.  
Le città stato rappresentano esempi di maggiore partecipazione rispetto agli stati a cui appartengono. Utilizzando l’esperienza delle situazioni esistenti e le opportunità fornite dalle nuove tecnologie Milano potrebbe diventare un modello di società partecipativa.  
3.Economia ed autonomia fiscale.  
Per attrarre imprese e lavoratori internazionali Milano città stato deve saper creare un ambiente ottimale in cui produrre ricchezza. Le città stato più efficienti godono di un’autonomia fiscale che consente loro di poter essere un volano per l’economia nazionale.  
4. Rappresentanza istituzionali e rapporti con il governo  
La caratteristica che unisce le città stato del mondo è quello di non avere mediazioni tra sé e il governo dello stato a cui appartengono. Questa sarebbe la premessa principale per Milano città stato: poter trattare direttamente con Roma.  
5.Laboratorio di innovazione per il Paese 
Le città stato sono un centro di innovazione e spesso si orientano verso la ricerca di soluzioni ai problemi principali degli stati a cui appartengono. Partendo dai principali problemi dell’Italia si provano ad immaginare quali innovazioni sperimentare a Milano riprendendo e riadattando alcune best practice internazionali.