Capire la personalità di un milanese da quello che beve

L’aperitivo è lo specchio dell’anima avrebbe detto Tinto Brass se avesse avuto altre passioni. È così in tutta Italia, ma a Milano un po’ di più.

Vengo dal Friuli dove bere più che un divertimento sembra una cosa ovvia. Per questo da noi non facciamo tanto caso a cosa ingolliamo.

A Milano invece mi sembra che sia più attenzione nella scelta di cosa ordinare. Azzarderei addirittura che esiste la possibilità di tracciare una relazione tra la personalità di un milanese e quello che beve.

Questa è l’idea che mi sono fatto durante gli anni trascorsi a Milano.

personalità di un milaneseCapire la personalità di un milanese da quello che beve

# Birra.

Milanese appassionato di musica tendente al rock se le birre che ordina sono l’entry level della qualità. Se invece ordina la bottiglia pregiata fermentata nella più sperduta abbazia del Belgio, siamo davanti a un Milanese di pregiata cultura.

 

# Vino.

Includendo nella categoria vino solo il vino e non il mosto fermentato che vendono in bottiglioni di 5 litri, ci troviamo davanti a un milanese pragmatico. Se vi parla di un progetto significa che questo progetto esiste veramente, non come i millantatori del Cape Town.

 

# Cocktail.

Purtroppo la varietà dei cocktail esistenti richiederebbe una classificazione più accurata della categoria. Ma sarebbe un lavoro immenso degno di una tesi di laurea. Quindi ci limiteremo a dire che chi trangugia cocktail è un milanese euforico, allegro, chiacchierone, solare, spumeggiante, modaiolo, simpatico e tantissimi altri aggettivi che indicano una gioia di vivere che se siete persone pigre dovrete per forza scansare.

 

# Shottini.

La versione semplificata del cocktail. Anche in questo caso ci troviamo davanti a un milanese che emana energia da tutti i pori ma a differenza dell’altro, questo brucia subito come un cerino e alla fine ti ammorba con i suoi problemi.

 

# Negroni.

Il negroni merita una menzione d’onore perché chi lo beve è uno che va dritto al sodo. Tolti tutti i fronzoli socio culturali dell’aperitivo non resta che la reazione bifasica dell’alcol sulle facoltà cognitive.

 

# Grey Goose.

Le uniche persone che bevono Grey Goose sono quelle che dicono di bere Grey Goose ma in realtà ordinano sempre un tè.

 

# Sambuca.

Milanese annoiato o affaticato dal tran tran di una città che lascia poco spazio al tempo libero.

 

# Centrifugati.

Secondo la mia esperienza personale esiste una categoria ben precisa di milanesi che ha convertito il momento da sempre consacrato al deterioramento delle cellule epatiche in un’occasione di salute. La caratteristica principale di queste persone è l’entusiasmo verso tutto quello che fanno.

 

# Amari.

Riflessivo e introverso, il milanese che beve amari non apre facilmente il suo cuore. Però vi racconterà un sacco di storie incredibili se solo gli offrirete un altro giro.

 

# Tutto.

Chi beve tutto sono quei milanesi che ancora non hanno trovato la loro identità in una città che oggettivamente offre troppe ipotesi di vita per trovare la forza di sceglierne una e lasciare indietro tutte le altre. Indecisi.