5 regole per diventare la Smart City numero 1 al mondo

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“Fra 40 anni nel mondo saranno stati costruiti più edifici di quelli eretti in tutta la storia dell’umanità. L’ambiente di vita dell’uomo non sarà più il mondo rurale, ma le aree urbane. Per questo e fondamentale interrogarsi su come si possa avere uno sviluppo sostenibile per le città del futuro, sfruttando la tecnologia per renderle luoghi privilegiati di efficienza e risparmio energetico, di rispetto dell’ambiente e di accessibilità”. Così parla l’architetto Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del Massachusetts Institute of Technology, e così riporta il blog di Ilaria Macerollo, Ideare-Casa.com, che affronta la questione delle eco-city del futuro in 5 punti. 

Ecco quali sono le loro 5 regole per diventare le città smart del futuro.

#1.Avere la rete di sensori di Santander (Spagna)

Santander è una cittadina spagnola di 180 mila abitanti dove è stata installata una rete di 12 mila sensori che si occupano di:

  • identificare e segnalare i posti liberi in un parcheggio,
  • regolare l’illuminazione stradale,
  • misurare la qualità dell’aria o il livello di rumore (e si segnalano le aree che infrangono i limiti consentiti dalla legge)

Chiunque può accedere in tempo reale e in modo interattivo via internet o con il cellulare alle informazioni che appaiono anche per le strade su pannelli luminosi.

#2 Creare palazzi intelligenti e sempre più green

Servono per l’efficienza energetica. Servono a rendere le città più vivibili e a ridurre gli sprechi. I sistemi? Possono essere molto semplici:

  • come verniciare di bianco le coperture piane per mantenere le case più fresche d’estate
  • installare pannelli solari termici per l’acqua calda
  • realizzare infissi ad alta efficienza per evitare dispersioni di calore
  • per la corretta gestione dell’acqua, dotare gli edifici di una rete di computer che agisca regolando in modo automatico i consumi eccessivi
  • sistemi telematici che connettano edifici e ospedali per monitorare le condizioni degli abitanti direttamente a domicilio.

Tra gli esempi illustri, il blog cita il Bosco Verticale dell’architetto milanese Stefano Boeri, uno dei simboli del nuovo quartiere residenziale di Porta Nuova nonché eredità fruttuosa della Milano di Expo; in Francia, “lo studioso parigino Patrick Blanc si occupa già da anni di rendere più verdi gli edifici cittadini […] e disporli in verticale, ricoprendo di vegetazione le facciate di interi palazzi.[…] Il problema rappresentato dalla potenza distruttiva delle radici sulle pareti è stato risolto da Blanc molto semplicemente: mantenendole sempre alla giusta umidità, le piante tendono a mantenere le proprie radici in superficie evitando così di penetrare in profondità nella struttura danneggiandola.”

#3 Smart grid e la gestione della energia

“Le città rappresentano il 2% della superficie del Pianeta, ma con umano il 75% dell’energia generata dall’uomo. Se si calcola anche l’esplosione demografica prevista dalle Nazioni Unite e il fatto che un terzo dell’energia si perde nel trasporto e nella distribuzione dai centri di produzione, la conclusione e che il modello attuale non reggerà per molto. Sostenere i consumi energetici delle città del futuro richiederà di costruire super-reti elettriche intelligenti, le cosiddette smart grid: si tratta di infrastrutture capaci di sostenere il passaggio dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili, alimentare nuove generazioni di veicoli elettrici e sostenere l’aumento demografico. Pannelli solari e pale eoliche non producono corrente in modo costante: se la giornata e nuvolosa o c’e poco vento non lavorano. E’ quindi necessaria creare una specie di griglia intelligente per accumulare i surplus energetici e gestire i picchi di richieste.

#4. Sharing energy

“Secondo una ricerca della Piattaforma tecnologica Europea sulle reti elettriche del futuro, si dovrebbe creare una specie di internet dell’energia […] cioè una rete estesa in cui ogni nodo rappresenti un consumatore o un produttore, che può essere un qualsiasi cittadino munito per esempio di pannelli fotovoltaici sul tetto. Ogni utente sarebbe dotato di un contatore digitale in grado di comunicare con il resto della rete.

In soldoni: le lavatrici saranno sempre sotto controllo.

#5. Essere come Masdar City: la prima ecocity nel deserto

Anche questa volta è il deserto a svelare le sue perle fino ad oggi nascoste.

A 15 chilometri da Abu Dhabi (Arabia Saudita) sta nascendo Masdar City, la città intelligente con oltre 50mila residenti e circa 60mila pendolari “che saranno occupati nelle oltre mille imprese attive nel settore della green economy che vi insedieranno”.

Una “Charter City” che terminerà nel 2016 – dicono – a fronte di un budget speso di 22 miliardi di dollari.  A renderla unica:

  • emissioni zero: sarà una città completamente auto-alimentata con energie pulite
  • occuperà un’area di sei chilometri quadrati
  • avrà pannelli solari disposti sui tetti, impianti eolici e geotermici
  • insieme all’enorme impianto fuori città forniranno l’80% del fabbisogno energetico
  • “più della metà dell’acqua di questa oasi tecnologica sarà depurata e reintrodotta nel circuito che comprenderà collettori per la pioggia, impianti di desalinizzazione e sistemi irrigui realizzati con le acque grigie, quelle generate dalle attività domestiche”.

“La città sarà dotata anche di alcune tecnologie made in Italy, come taxi elettrici concepiti dall’ingegnere Luca Guala: vetture che viaggiano su magneti, a circa 40 chilometri orari, senza bisogno di conducente: basterà digitare la destinazione su uno schermo”.

Fonte: http://www.ideare-casa.com/la-citta-del-futuro-come-cambiare-le-citta-che-viviamo | Foto: Flickr Nrman Foster – Masdar City rendering