5 opportunità perdute per l’assenza del sindaco (o di un assessore) al Forum contro l’inquinamento

Legaambiente
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A Milano tre mesi di inquinamento oltre i limiti. Come ogni anno” (Il Sole 24 ore)
Smog, Milano capitale dell’inquinamento nel 2015” (Il Messaggero)
L’inquinamento accorcia la vita degli italiani. Milano in cima alla lista” (Il Corriere)

21 luglio 2016. Per trovare una soluzione strutturale al tema dell’inquinamento l’associazione Vivaio e l’Air Quality Alliance organizzano a Milano il primo forum contro l’inquinamento. Tra i patrocinanti anche Milano Città Stato per l’attinenza del forum a questo nostro progetto per la città: CITTA’ LEADER CONTRO L’INQUINAMENTO.
Così apre la cronaca dell’evento il Corriere della Sera del 22 luglio: “Contro l’inquinamento, l’alleanza tra quattro continenti si è celebrata ieri in Triennale. C’era il sindaco della città iraniana Tabriz, il rappresentante del maggior gruppo di costruzioni del governo cinese, le delegazioni da Città del Messico e San Pietroburgo. Per le istituzioni di Milano – assenti sindaco e assessori – un tecnico comunale esperto di tematiche ambientali. Ad ascoltare, in platea, più di trecento persone. Cittadini, fondi finanziari, eco start up e stranieri che da tutto il mondo sono venuti qui. Per cercare tecnologie mangia smog e condividere gli investimenti fatti“. Clicca qui per l’articolo completo.

Unici assenti: sindaco e assessori del Comune di Milano che non hanno trovato il tempo neanche per un saluto.
L’imbarazzo tra i giornalisti e i 300 presenti era evidente, come sottolinea anche l’articolo di Affaritaliani.it: Pechino, Messico e Russia presenti. Smog, il Comune non si presenta?
Molti hanno chiesto: Come è possibile che non sia presente nessuno a rappresentare il Comune con tutte queste delegazioni? Ma li avete invitati?

Gli inviti a sindaco e assessori

Il sindaco è stato invitato due volte: il 7 luglio con l’invito ufficiale, scrivendo alla sua segreteria: “E’ un tema importantissimo che sappiamo che sta molto a cuore al sindaco. Per questo vorremmo che presenziasse l’evento tenendo un discorso di benvenuto e di impegno sul tema, mostrando così con la sua presenza la volontà dell’amministrazione a porre Milano come città d’avanguardia nella lotta all’inquinamento atmosferico“.
Non avendo ricevuto risposta abbiamo rilanciato l’11 luglio segnalandogli questo appello pubblico a partecipare all’evento facendosi portavoce di un’istanza che unisse ecologia e arte: Appello per Milano.
Il giorno successivo, il 12 luglio, finalmente riceviamo una risposta:
il Sindaco ringrazia per l’attenzione riservatagli ma per impegni istituzionali precedentemente assunti non potrà essere presente all’evento SMART CITIES AGAINST POLLUTION“.
Tutto qui. Neppure la proposta di inviare un video o un delegato. Neppure una riga di incoraggiamento per quello che si sta facendo.
A quel punto abbiamo approvato con gli assessori. Maran ha detto che non si occupa più di ambiente, ora si occupa di urbanistica (nota: l’urbanistica e del suo impatto sullo smog è stato un tema molto trattato all’interno del forum). Ci ha consigliato di invitare Granelli. Lo abbiamo invitato ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Tajani ha detto che non poteva esserci e ha inviato un tecnico dell’area Smart Cities.
Queste sono assenze che pesano per almeno 5 opportunità che si sono perdute.

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5 opportunità perdute per l’assenza del sindaco (o di un assessore) al Forum contro l’inquinamento

#1 Conoscenza di strategie anti smog attuate con successo in queste e in altre città

Nell’articolo post evento, il Corriere della Sera ha titolato: “Smog, lezioni dal mondo”. Nell’evento per tutta la giornata si sono esposte ricette adottate in tutto il mondo, nel settore pubblico e in quello privato, per abbattere l’inquinamento. Si sono mostrati dati di successo, come quelli tratti da sperimentazioni in zone particolarmente inquinate della Cina. Tutti questi dati pubblici e quelli che si potevano integrare da un dialogo diretto con tutti gli attori del settore sarebbero potuti essere vitali per impostare strategie per la nostra città.

#2 Conoscenza e possibilità di stringere accordi con aziende d’avanguardia per tecnologie anti smog

Le diverse città, a cui si aggiungono rappresentanti informali di altre città del mondo, erano molto interessate alle tecnologie presentate, in gran parte inventate da aziende italiane. E hanno disposto modalità di sperimentazione e di impegno a sviluppare programmi che mettano assieme pubblico e privato. Inoltre si sono illustrati dati allarmanti su un altro aspetto dell’inquinamento dell’aria: quello interno a case, locali e uffici. Si è mostrato che è più elevato di quello esterno fino a 7 volte e si è mostrato come l’amministrazione può intervenire a tutela della salute delle persone usando leggi e tecnologie.

#3 Possibilità di fare affari e stringere accordi di collaborazione tra Milano e queste città

Sindaci e assessori di città di quattro continenti hanno stipulato alleanze e accordi tra loro. Era bello vederli mettersi d’accordo per realizzare iniziative congiunte e per stringere patti di reciproca collaborazione anche per settori diversi da quello ambientale. Ad esempio da Tabriz si poteva farsi dire come fanno ad ottenere il 100% del budget comunale (1 miliardo di euro) interamente coperto da privati.
Si trattava di accordi di valore capaci di portare benessere e ricchezza nelle loro città, anche in prospettiva futura. Milano avrebbe potuto trarre grande vantaggio stringendo accordi analoghi.

#4 Confronto con organizzazioni particolarmente sensibili sul tema dell’abbattimento dello smog

C’erano anche organizzazioni in rappresentanza delle istanze dei cittadini e dei consumatori, come ad esempio Legambiente o Unione dei Consumatori e analoghe rappresentanze internazionali, che hanno portato spunti e dati per migliorare la situazione nella nostra città. Per il Comune era un’occasione per mostrare sensibilità verso queste istanze.

#5 Segnale di disinteresse del Comune trasmesso alle delegazioni internazionali, alle imprese, ai media e alle persone presenti

Ma forse il messaggio più evidente rilanciato anche dal Corriere della Sera e da altre testate come affariitaliani è la scarsa importanza data dal Comune di Milano al problema dell’inquinamento. Non solo, era palpabile anche l’imbarazzo di delegazioni con personaggi di grande rilevanza, di aree che arrivano ad avere 7 milioni di persone come San Pietroburgo o 25 milioni di persone come Città del Messico, che venuti apposta a Milano si aspettavano di incontrare una delegazione ufficiale del Comune di Milano che facesse gli onori di casa.

Si è così persa un’occasione di mostrare rispetto e attenzione verso città che reputiamo strategiche per una Milano che aspiri a un importante ruolo internazionale.
Tutto questo per dire quello che si è perduto. E fa ancora più tristezza pensare che questa era un’opportunità che il Comune di Milano avrebbe potuto cogliere a costo zero, senza gravare di un centesimo sui contribuenti, come sarebbe stato il caso di un evento organizzato direttamente dal Comune o di dover finanziare delle trasferte per incontrare tali delegazioni.
Visto che siamo convinti che Milano sia dei milanesi e che l’aria pulita sia un tema fondamentale per cui lottare, l’alleanza tra città e imprese andrà avanti. Ci auguriamo che questa latitanza sia dovuta ai problemi di assestamento post elettorali e di vedere l’amministrazione della nostra città in prima linea quando si tratta di collaborazioni internazionali, di inquinamento atmosferico e di salute dei cittadini.

Nei prossimi giorni pubblicheremo su www.milanocittastato.it le principali idee emerse durante il convegno

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