25 persone da tenere d’occhio a Milano nel 2017

A inizio anno è il momento delle liste. Dopo Wired ci siamo chiesti: chi sono le 25 persone da tenere d’occhio quest’anno a Milano? Si tratta di personaggi della politica, del business, dello show system, in generale attivi sulla piazza milanese da cui ci si aspetta qualcosa di rilevante nel corso del 2017. Ecco l’elenco in ordine alfabetico.

25 persone da tenere d’occhio a Milano nel 2017

#1 Manuel Agnelli

manuel-agnelliFondatore e frontman degli Afterhours, a 50 anni ha perso la verginità facendo il giudice di XFactor. Cosa farà adesso? Tornerà quello di prima, completerà la conversione pop oppure da questa sintesi prenderà vita un uomo nuovo capace di stimolare la nascita di una music vague italiana di qualità?

#2 Matteo Arpe

matteoarpe E’ stato il golden boy della finanza italiana. A poco più di quarant’anni aveva già fatto tutto: laurea in Bocconi, dirigente in Mediobanca e in Lehman Brothers, CEO del Mediocredito Centrale e di Capitalia, condannato per il crac Parmalat, fatto fuori dalla nuova Unicredit con un compenso ultramilionario. Negli ultimi dieci anni è rimasto più schiscio, fondando la Sator e facendo qualche affare sottotraccia. L’ultimo colpo è stato l’ingresso nel gruppo Banzai che fa intravedere un suo ritorno da protagonista. Il 2017 ci dirà se nella finanza o nell’editoria, con l’augurio che possa estendere i suoi orizzonti sul bene comune.

#3 Silvio Berlusconi

silvio-berlusconi-imprenditoreChe farà l’anno prossimo? Tornerà a guidare il centro destra o si farà da parte? Resisterà all’assalto di Bollorè o mollerà Mediaset? Consegnerà davvero il Milan ai cinesi? Comunque vada, il 2017 rappresenta per lui un’occasione unica per impiegare risorse straordinarie in modo straordinario.

#4 James Bradburne

James Bradburne 2_1 copiaLo scorso anno è arrivato a Brera con i fuochi d’artificio. Ha presentato un progetto di riforma rivoluzionario, ha rinnovato la programmazione, ha introdotto opere in mostra a tempo limitato. Da anni si aspetta la realizzazione della Grande Brera, vedremo se Bradburne riuscirà ad affermare una nuova era oppure la sua voglia di cambiamento si spegnerà nella burocrazia italiana.

#5 Urbano Cairo

urbano-cairoL’ex assistente di Berlusconi ha nel mirino il suo vecchio capo. Berlusconi ha la Mondadori, lui si è preso la Mondadori più sfigata, la Giorgio Mondadori. Berlusconi ha il Milan supercampione lui si arrabatta con il Torino. Ma Cairo potrebbe avere segnato il colpo del sorpasso, con l’acquisto del gruppo Rizzoli Corriere della Sera. Quest’anno ci dirà se Cairo ha davvero preso il posto di Berlusconi nell’editoria e nel calcio, anche se la sensazione è che il vero sorpasso sarebbe se diventasse un leader illuminato attivo anche nel sociale, non solo negli interessi privati.

#6 Davide Casaleggio

davidecasaleggioHa vissuto nell’ombra di un padre che amava stare nell’ombra. E’ talmente riservato che se lo si cerca su google la prima riposta è “Chi è Davide Casaleggio?”.
Dal padre ha ereditato la discrezione, l’erre moscia e il primo movimento politico italiano, controllato formalmente dal sito pubblicato dalla sua agenzia. Vedremo se il 2017 sarà l’anno in cui si accenderà definitivamente la luce su un uomo che è di fronte a una svolta storica: portare il movimento 5 stelle ad aprirsi a tutti coloro che hanno a cuore l’interesse nazionale oppure relegarlo a una setta di fatto, più concentrata a dividersi dagli altri che a costruire il bene del Paese.

#7 Alessandro Cattelan

catteland Siamo all’anno decisivo. L’eterna promessa della televisione italiana ha l’occasione di diventare grande. Ha sempre dato la sensazione di restare un passo indietro dal potercela fare, nella zona grigia del “vorrei ma non posso” o del “potrei ma non voglio”. Il 2017 ci dirà se Cattelan è riuscito finalmente a prendere una sua strada o se quello che sembrava un po’ Andrea Pezzi e un po’ Maccarini è destinato a restare uno che assomiglia a qualcun altro. Un po’ Carlo Conti, un po’ Pippo Baudo.

#8 Lionello Cerri

lionello-cerri E’ il signore del cinema milanese. Con l’Anteo si è costruito negli anni l’immagine del difensore del cinema di qualità, quello un po’ con la puzza sotto il naso che a volte sembra avere successo solo nell’Area C. Finora la sorpresa principale legata alla sua attività era svelare le location dei cinema all’aperto in estate. Invece quest’anno ha stupito tutti con diversi colpi che si completeranno nel 2017: il nuovo Palazzo del Cinema, il Fuoricinema e, ahinoi, la chiusura dell’Apollo. Quest’anno vedremo se Cerri avrà portato a compimento un salto di qualità che potrà fare un gran bene al cinema milanese.

#9 Davide Dattoli

credit: Business People
credit: Business People

L’ho inserito come simbolo di una nuova generazione di imprenditori. E’ il fondatore del Talent Garden, spazio di coworking che sta aprendo sedi a Milano, nel resto d’Italia e in Europa. Ragazzo sveglio, un drago nel raccogliere finanziamenti e nel catalizzarli in opere sempre più grandiose. Insieme a lui faccio il tifo per tutti quelli che ci provano e che nel 2017 faranno l’impossibile per far nascere o far crescere la loro attività. Con l’augurio di tenere i piedi piantati a Milano ma con gli occhi puntati sul resto del mondo.

#10 Gianluigi Donnarumma

donnarumma-1Altro simbolo di una generazione che da padri e nonni ha ricevuto soprattutto debiti. Non ha ancora 18 anni ma già è stato convocato in nazionale e le squadre di mezzo mondo si stanno leccando i baffi per strapparlo al Milan. Il 2017 è l’anno della sua consacrazione, se avrà la maturità e l’umiltà di diventare grande.

#11 J-AX, Fedez, Ferragni & Rovazzi

gruppoLi ho messi assieme altrimenti sarebbero stati troppo ingombranti. E poi la novità dello scorso anno è stata che sono diventati una cosa sola. La fashion blogger, il rapper quarantenne, il video maker e l’icona giovanile. Su di loro c’è una grande aspettativa per il 2017: più che dischi o gossip vedremo se sapranno sublimare la loro incredibile energia in una creatività superiore, invece di sprecarla nell’ego e nella vanità.

#12 Selvaggia Lucarelli

selvaggia-lucarelliAltro personaggio che entra in un anno decisivo, in cui dovrà risolvere la sua miniera di contraddizioni. Fa la radical chic ma irrita i radical chic, fa la bridget jones da eterna mollata anche se è felicemente accasata, scrive in modo divino ma tende a perdersi in una rappresentazione della mediocrità a volte piuttosto sterile. Il meglio di sé a mio avviso lo dà quando si libera dall’ipercritica per fiutare talenti o segnalare intriganti novità. Il 2017 sarà l’anno della scelta tra fare la moralizzatrice delle anime in pena o diventare un faro per l’intelligenza.

#13 Pietro Martani

pietro-martani-ceo-151118130921_bigPer certi aspetti è il fratello maggiore di Dattoli. Come il Talent Garden è diventato il punto di riferimento di startupper in cerca di quattrini, il suo Copernico è il luogo dove il business diventa smart. Dopo il primo progetto pilota nel 2017 inaugureranno diverse nuove sedi in Italia e all’estero.
Come per Dattoli scelgo Martani come simbolo di un’altra generazione di imprenditori, quella dei quarantenni rampanti come Marchetti di Yoox, Pescarmona e Fracassi di Mutui On Line, Cannavale e Corradino di Volagratis, Lo Mele di Job Rapido, Martinetti e Grom di Grom, solo per citarne alcuni. Una generazione che nel 2017 avrà l’occasione di prendere il posto e il peso in società che ha la generazione dei loro padri, per promuovere una nuova idea di imprenditore: più sensibile ai bisogni della società e più orientata sulla competizione internazionale e sul cambiamento, invece che sulla difesa delle posizioni acquisite.

#14 Francesco Micheli

francesco-micheli-625165_tnLa generazione che non molla è quella di Francesco Micheli, il finanziere d’assalto, simbolo di scalate azionarie e di intrighi di corte. Micheli è da decenni il cardinale Richelieu dell’imprenditoria milanese, colui che fa e disfa intese tra mondo degli affari e quello della politica. Da un paio d’anni ha puntato pesante su Renzi, scommettendo sul suo successo prima di altri. Per capire le chance dell’ex premier di ritornare al potere potrebbe bastare vedere quello che fa il cardinale: raddoppierà la posta o troverà un nuovo puledro?

#15 Letizia Moratti

morattiQuando si parla di persone brave a costruire ponti tra mondo del business e quello politico non può mancare Donna Letizia. Ufficialmente risulta parcheggiata a San Patrignano, ma non è un mistero che sia sempre molto attiva nei diversi ambienti della società milanese. Dopo essersi scottata con Berlusconi, si dice che nel centro destra milanese non si muova foglia senza il suo assenso. Ora che il centro destra è povero di idee e di leader chissà che nell’anno delle probabili elezioni nazionali non sia lei a ispirare qualcuno o qualcosa di nuovo.

#16 Stefano Parisi

stefano_parisiTra gli ultimi endorsement di Donna Letizia c’è proprio lui. Per qualche punto percentuale ha sfiorato il miracolo di farsi eleggere sindaco dei milanesi nonostante lo spiccato accento romano. Il 2017 ci dirà se quella che sembrava un’avventura, una vacanza dagli impegni da imprenditore, sia diventata la sua nuova vita, quella di un politico che del leader ha la simpatia e molte idee, ma che per coronare i suoi sogni di gloria nel 2017 dovrà farsi capace di mettere insieme forze diverse.

#17 Corrado Passera

passeraCome Parisi anche lui si sta ponendo il dilemma del cosa fare da grande, dopo una eterna giovinezza trascorsa con successo nel mondo della finanza. Ma rispetto a Parisi che pare crederci sempre, Passera sembra aver abbandonato l’idea della politica da cui è rimasto parecchio scottato. Ritornato nel suo terreno più congeniale, ha azzardato con MontePaschi una mossa ardita, quella di acquistarne la maggioranza per diventare il primo in Italia ad aver diretto le tre più grandi banche nazionali. Ma ancora una volta la politica gli si è messa di traverso.
Vedremo se nel 2017 sarà capace di sorprenderci, di certo non è tipo da trascorrere un anno in pantofole a vedere crescere la sua ultimogenita.

#18 Alessandra Perrazzelli

alessandraperrazzelliE’ stata lanciata proprio da Passera, ai tempi di Intesa San Paolo, diventando attualmente la prima e unica donna italiana alla guida di una grande banca. Dirige Barclays Italia che sta traghettando verso un futuro nel nostro Paese molto ridimensionato rispetto agli anni passati. Nel 2017 tale percorso dovrebbe giungere a compimento, a quel punto si vedrà se tornerà alla sede centrale a Londra o se, invece, non deciderà di svolgere un ruolo di primo piano in Italia nel mondo della finanza o in quello della politica.

#19 Giuliano Pisapia

giuliano_pisapiaL’ex sindaco pare non abbia nessuna voglia di mettersi in disparte facendo il padre nobile o dedicandosi a iniziative sociali. Ogni volta che a sinistra si deve fare breccia sul popolo ci si ricorda di lui e lo si prega di dire che è d’accordo con loro. Con Sala si è speso generosamente, con il referendum un po’ meno, dissimulando la sua evidente contrarietà. Il suo 2017 potrebbe essere l’anno in cui darà vita a una nuova sinistra, alternativa al PD. Se ci riuscisse sarebbe un’altra novità politica che nasce a Milano, come è accaduto per i più importanti movimenti nazionali.

#20 Beppe Sala

salaDopo Pisapia ecco il suo successore, indiscutibilmente la persona a Milano su cui per il 2017 si riversano le maggiori domande. Che contraccolpi avrà l’uscita di Renzi su una giunta considerata a lui molto vicina? Riuscirà Beppe a farci dare i soldi promessi dal governo? Proseguirà nell’istanza di maggiore autonomia consentendo ai cittadini di scegliere per una maggiore autonomia da Roma? Ancora, ci saranno nuovi strascichi giudiziari dopo il suo inserimento nel registro degli indagati? E, soprattutto, dopo i primi mesi di rodaggio, quali nuovi progetti riuscirà a fare partire per dare un grande futuro alla nostra città?

#21 Matteo Salvini

Matteo SALVINI - 8th Parliamentary term

In un elenco in ordine alfabetico può capitare questo, di mettere vicini delle persone agli antipodi in tutto, nella storia, nelle idee, nella cultura e negli orizzonti, come Giuliano Pisapia o Beppe Sala e Matteo Salvini. Confesso che mi piacerebbe vedere Pisapia e Salvini protagonisti di Milano-Roma, ripresi in un viaggio in un’auto in cui ci sono solo loro due.
Pisapia sogna una nuova sinistra di cui non potrà che essere leader, Salvini ambisce a guidare l’arcipelago del centro destra italiano dove a fatica si riesce a vedere un possibile collante. Il 2017 ci dirà se Salvini saprà diventare leader di una coalizione o se resterà un capo fazione.

#22 Andree Ruth Shammah

andree-ruth-shammahDopo tanta politica, arriva lei, il vulcano della cultura milanese, Andree Ruth Shammah, uno dei pochi esempi di personaggio del mondo della cultura che riesce a mantenersi indipendente dai partiti.
Il 2016 è stato per lei trionfale con la geniale messa in atto dei Bagni Misteriosi, in versione estate e inverno. Vedremo nel 2017 cosa saprà estrarre dalla sua sconfinata creatività.

#23 The Show

theshowSono i due “socialisti” vincitori di Pechino Express. Due ragazzi che su YouTube hanno milioni di supporter e che nei loro video esprimono quanto di meglio e di peggio caratterizza l’essere milanesi. Mettendoli in lista penso ai molti altri eroi di YouTube sulla piazza di Milano, come Clapis, Maryna, Gordon, Daniele, Ipantellas o Favij: quando li vedo mi domando che ne sarà di loro tra 10 o 20 anni. Forse il 2017 ci farà capire se potranno essere loro i leader dell’Italia che verrà.

#24 The Soul System

soulsystemCredo che a X Factor ci fossero diversi ragazzi in gamba, come Eva, Roshelle o Silva Fortes. Ma quest’edizione l’hanno sbancata loro, i Soul System a cui tutti ci siamo appassionati per la loro incontenibile voglia di farcela. Anche se provengono dall’area compresa tra Brescia Verona è a Milano che dovranno affermarsi, così come ormai avviene per tutte le nuove promesse della musica. Quest’anno ci dirà se loro e gli altri riusciranno a sfondare o se finiranno in un oblio che per chi ha vissuto scampoli di gloria può essere ancora più misero.

#25 Gianmario Verona

veronaPer certi aspetti finisco da dove ho iniziato. Verona è un mio coetaneo ed è diventato il più giovane rettore della storia della Bocconi. Ai tempi in cui lui studiava per diventare quello che è ora, io ho scoperto la passione per la scrittura, diventando direttore di ViaSarfatti, il giornale degli studenti della Bocconi. Curioso immaginare che dopo venti anni avrei scritto una lista così, concludendola con il suo nome. Il 2017 ci dirà se questo strambo parallelo avrà una continuazione ancora più curiosa.

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