10 scrittori milanesi da leggere nelle feste di Natale

Marcel Proust diceva che ogni lettore in un libro legge se stesso. Ecco 10 scrittori che possono fare ritrovare al lettore il suo modo di essere milanese. Come si può vedere da questa selezione, una caratteristica impersonata dagli scrittori milanesi è la loro straordinaria unicità, la capacità di innovare e di porsi al di là delle etichette.

10 scrittori milanesi da leggere nelle feste di Natale

#1 Carlo Emilio Gadda

Non si può che iniziare con l’autore che ha reso il dialetto milanese popolare in tutta Italia. Fosse nato un secolo prima l’italiano di oggi sarebbe ricco di e aperte e di u alla tedesca. A Milano è nato il 14 novembre 1893 e ci ha vissuto fino agli anni cinquanta quando si è trasferito a Roma, dove è morto il 21 maggio 1973. Il libro consigliato è Quer pasticciaccio brutto de via Merulana del 1957, giallo sperimentale ambientato nei primi anni del fascismo.

#2 Alessandro Manzoni

Lo abbiamo messo per secondo perchè ha preferito scrivere in “fiorentino” che in “milanese” contribuendo al successo nazionale della lingua di Renzi. Ma lo perdoniamo. A Milano è nato nel 1785 ed morto nel 1873, senza praticamente mai uscire dall’area C, anche perchè quando lo faceva veniva assalito da attacchi di panico. Per le vacanze di Natale invece dei Promessi Sposi consigliamo un’opera minore, ma per certi aspetti più ispirante: Del trionfo della libertà.

#3 Stendhal

Qui giace Arrigo Beyle. Milanese reca scritto la sua lapide a Parigi. Stendhal, pseudonimo di Beyle, visse a Milano i momenti più spensierati della sua vita, trovò l’amore e trascorse la breve ma intensa epopea napoleonica nella nostra città. Come opera consigliata a parte il doveroso “il Rosso e il Nero (cronaca del XIX secolo)”, antesignano dei moderni romanzi psicologici, proponiamo la Certosa di Parma che ha per protagonista il giovane nobiluomo milanese Fabrizio del Dongo, figlio di una gentildonna milanese e di un soldato napoleonico.

#4 Dario Fo

L’unico scrittore milanese ad aver ricevuto il Premio Nobel. I suoi testi dividono anche per lo stile particolarmente istrionico. Consigliamo quello che è considerato il suo capolavoro, l’opera teatrale Mistero buffo, recitato in una lingua reinventata, mix di linguaggi fortemente onomatopeici, che assume di volta in volta la cadenza e le parole delle lingue locali della pianura padana.

#5 Alda Merini

Negli anni in cui era in vita veniva definita la “poetessa matta dei Navigli”. A Milano è nata il 21 marzo 1931 in via Papiniano ed è morta il primo novembre 2009. A 16 anni viene ricoverata per la prima volta in una clinica per malattie mentali, successivamente la pazzia gli sarebbe stata un’intermittente compagna di vita. Come testo consigliamo La pazza della porta accanto, scritta sotto forma di diario e di pensieri a briglia sciolta.

#6 Giorgio Scerbanenco

IN realtà era ucraino, si chiamava Volodymyr-Džordžo Ščerbanenko ed era nato a Kiev, nell’allora Russia imperiale, il 28 luglio 1911. Sua madre era italiana: a sei anni si trasferì in Italia, prima a Roma e a sedici anni a Milano. Lavoro come caporedattore per Mondadori e divenne un romanziere di successo. Morì a Milano il 27 ottobre 1969. Di lui consigliamo I milanesi ammazzano al sabato, manifesto del senso del dovere innato nel milanese anche quando di professione fa l’assassino.

#7 Mogol

Giulio Rapetti, in arte Mogol, è nato a Milano, 17 agosto 1936. E’ forse il più grande paroliere musicale della canzone italiana e per il livello dei suoi testi abbiamo deciso di inserirlo in questa selezione di scrittori milanesi. Tra le canzoni da lui scritte che consideriamo vere e proprie opere di letteratura, ci sono Il mio Canto libero, scritto per Battisti, Io non so parlar d’amore per Celentano, L’immensità per Don Backy e Impressioni di Settembre per la PFM.

#8 Tommaso Marinetti

Grande rivoluzionario della parola, Tommaso Marinetti visse la gran parte della sua vita a Milano, dove fondò il più grande movimento d’avanguardia che sia nato in Italia: il Futurismo. Per chi vuole osare, più che il Manifesto del Futurismo, suggeriamo il romanzo Patriottismo insetticida del 1939, scritto con stile stravagante e senza punteggiatura, definito dall’autore “aeropoesia”.

#9 Andrea De Carlo

Negli anni anni novanta i molti invidiosi del suo straordinario successo lo definivano il “vate delle ragazzine“. Nato a Milano l’11 dicembre 1952, dopo il diploma al Berchet e molti viaggi all’estero, si è messo a scrivere inanellando una serie di best seller nell’ultima decade del novecento. Suggeriamo la sua icona Due di due, storia giovanile di amore e di amicizia.

#10 Andrea Pinketts

Concludiamo con lo scrittore che forse incarna più di tutti lo status symbol del milanese. Più delle sue opere di lui vengono in mente i cocktail, i pomeriggi nei bar di zona piazza Piemonte, lo spiccato accento milanese, le conquiste femminili e le ospitate al Maurizio Costanzo Show dei tempi d’oro. Consigliamo l’assenza dell’assenzio definito “un capolavoro” dallo stesso Pinketts. Of course.