10 cose per il bene della città che i privati stanno facendo meglio del pubblico

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Milano è capitale grazie al privato. Sono i privati che l’hanno resa famosa in tutto il mondo con il Fuorisalone, le squadre di calcio, la moda, il design e i suoi artigiani. Tutto ciò che è pubblico è visto spesso con disagio, anzi se c’è una cosa che i milanesi chiedono all’amministrazione comunale è di non fare troppi danni. Ma da qualche anno tra i cittadini c’è in atto un passo in più: non solo si chiede al pubblico di stare alla larga, ma addirittura sono i privati a farsi carico di attività che il pubblico non riesce a fare. O che fa troppo male.

10 COSE PER IL BENE DELLA CITTA’ CHE I PRIVATI STANNO FACENDO MEGLIO DEL PUBBLICO

 

#1. Assistenza alle persone in difficoltà economica

A Milano sono ancora visibili i segni della crisi. Il Comune non ha soldi e capacità per prendersi cura di tutti? Per fortuna ci pensano i privati. Pane Quotidiano e Banco Alimentare, ad esempio, danno da mangiare ogni giorno a decine di migliaia di persone, senza gravare sui contribuenti ma forti della solidarietà di cittadini e volontari. Per chi è sommerso dai debiti c’è l’associazione Riemergo che aiuta persone in difficoltà aiutandole a risollevarsi. Poi ci sono i Volontari per un giorno e altre reti di volontari.

#2. Il car sharing

E’ uno dei motivi d’orgoglio dell’attuale amministrazione: Milano è diventata una capitale della sharing economy. Il servizio è fornito da aziende private, italiane e straniere, in competizione tra loro.

#3. La cultura

Se Milano può essere considerata la capitale del cinema di qualità è grazie ad operatori privati come l’Anteo Spaziocinema, che si sta trasformando nel palazzo del cinema, e come il Milano Film Festival di Esterni, da una ventina d’anni vetrina delle avanguardie. Lo stesso accade anche per la musica con produttori e locali che danno spazio ad artisti emergenti, e pure come l’arte dove ormai sono i privati a spadroneggiare, con fondazioni ed opere di mecenatismo.

#4. Il mercato metropolitano

E’ stato un simbolo di come a Milano il privato superi il pubblico. Per i primi due mesi dall’apertura, il Mercato Metropolitano di Porta Genova ha avuto più visitatori di Expo, malgrado non vi fossero paragoni in termini di risorse (pubbliche) a disposizione. Era un po’ come se la Juventus perdesse lo scudetto contro il Chievo Verona.
Dove il privato eccelle spesso purtroppo interviene il pubblico a fargli lo sgambetto: malgrado il successo il mercato metropolitano ha dovuto chiudere per spostarsi a Torino.

#5. Assistenza ai malati

Anche qui il Welfare comunale può contare su poche risorse. Il campo è dominato da associazioni e operatori privati che si prendono cura dei malati con servizi a domicilio.

#6. Assistenza ai senzatetto

Purtroppo è una piaga che ferisce la città: la diffusione dei senzatetto che cercano riposo tra le colonne del centro e non solo. Si prendono cura di loro numerose organizzazioni, come Arca e Emergenza Freddo.

#7. La pulizia antigraffiti

E’ la prima lamentela che fanno i turisti stranieri che arrivano a Milano: imbrattamenti e scritte abusive sui palazzi. E’ segno di mancanza di decoro e di assenza di senso civico: più che fatto estetico è fatto che colpisce l’orgoglio di chi ha cuore il bene comune. Provano a fare qualcosa i volontari di Retake Milano, associazione che coinvolge i cittadini per ripulire la loro città da chi pensa che sia tutta sua.

#8. L’istruzione

I talenti internazionali vengono a studiare a Milano in massima parte in scuole e università private. Bocconi, Ied, Marangoni, Naba sono modelli di eccellenza fuori portata per l’istruzione pubblica.

9. Gli incubatori di impresa e spazi di coworking

Sono spuntati come funghi negli ultimi anni. In un mondo del lavoro che si è frantumato in partite iva e liberi professionisti che lavorano da soli, Milano ha saputo far fronte alle loro esigenze creando molti spazi per il lavoro comune, come Copernico o il Talent Garden. Da non dimenticare anche l’ospitalità fornita da numerosi bar e negozi che offrono il wi fi gratuito per chi vuole lavorare on the road.

#10. Uber per il trasporto pubblico

Ha scatenato polemiche ma è innegabile che Uber abbia generato più liberalizzazione di qualunque altra legge contro il monopolio delle corporazioni. E molti milanesi sognano 10, 100 uber in ogni settore, per consentire a tutti di competere per il miglior servizio al cliente e non per arricchirsi nella compravendita di licenze.