Viaggio agli ANTIPODI di Milano: cosa si trova dall’altra parte del mondo

antipodi

L’antipode è il punto della Terra diametralmente opposto ad un altro e deriva da antipodi, nome che gli antichi Greci avevano assegnato agli abitanti di una vagheggiata terra giacente nell’emisfero australe e antitetica rispetto alle lande conosciute. Da qui l’espressione “andare agli antipodi”, che in soldoni vorrebbe quindi dire “andare dall’altra parte del mondo”, anche, perchè no, ripercorrendo le gesta dell’Otto Lidenbrock di Jules Verne.

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La struttura interna del nostro pianeta: un modo alternativo per andare agli antipodi sarebbe quello di attraversarla tutta, come in Viaggio al centro della Terra

Per assurdo

Supponiamo quindi di metterci a scavare da Milano, da Piazza Duomo: dopo crosta, mantello, nucleo, mantello e crosta ancora, dove salteremmo fuori?

45° 30′ 2.4″ S, 170° 46′ 24.1″ W.

La risposta è questa e può essere solo questa: delle coordinate geografiche nel mezzo dell’Oceano Pacifico Meridionale, dove Lovecraft ambientava i Miti di Cthulhu.

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Se si scavasse da Milano per andare dall’altra parte del mondo ecco dove si uscirebbe

A questo punto non ci rimarrebbe altro da fare che nuotare, o farci tirare su con gioia da una barca di passaggio, in viaggio verso le Forty-Fours, gruppo di isole dell’arcipelago neozelandese di Chatham, la terra più vicina all’antipode di Milano, a circa 429 chilometri verso nord-est.

Le Isole Chatham

Le Isole Chatham prendono il nome dalla lingua dei Moriori, il primo popolo ad averle abitate e chiamate: Rēkohu, che significa “sole nebbioso“. E’ curioso notare come la loro posizione geografica, a ridosso della linea internazionale del cambio di data, le rende la prima terra abitata da esseri umani ad entrare nel nuovo giorno. E per questo, nel 1999, la Chatham Islands Note Corporation rilasciò delle banconote per celebrare l’anticipato inizio del terzo millennio su quei territori.

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Le Isole Forty-Fours

Le stupende Forty-Fours, praticamente disabitate, sono state contrassegnate come “Important Bird and Biodiversity Area” dalla BirdLife International, essendo uno dei soli due areali di nidificazione del prione fulmaro delle Chatham, oltre che habitat per le specie minacciate dell’albatro di Buller e dell’albatro reale del nord.

Spostandoci sull’isola principale, che dà il nome all’arcipelago, Chatham Island, troviamo la capitale Waitangi, 250 abitanti per due piazze dedicate alle tribù locali, Kopinga per i Moriori e Whakamaharatanga per i Maori indigeni, gli Ngāti Mutunga.

Waitangi risulta quindi essere in assoluto la città, se vogliamo chiamarla così (ma tutto è relativo), più lontana da Milano.

Come arrivare alle Chatham

Le Chatham sono interessate da un clima oceanico, quindi con una scarsa escursione termica lungo tutto il corso dell’anno (solitamente non si scende mai sotto i 5° C e non si sale mai sopra i 20° C), ma con la pioggia che può occorrere in ogni momento – annualmente hanno in media 140 giorni piovosi. Per contro, a Milano, siamo tra gli 80 e i 90.

Il loro fuso orario passa da un +11:45h, con l’ora legale, ad un titanico +12:45h durante l’ora solare.

Ma se volete comunque visitare gli antipodi almeno una volta nella vita, senza arrischiarvi in un viaggio à la Lidenbrock, preparatevi quindi a fare 24 ore di aereo, tra lo scalo a Dubai, Bangkok o Singapore (raggiungibili da Malpensa), il volo per Auckland (che per le Chatham è la porta sul mondo) e, da lì, l’ultima tratta verso il Tuuta Airport (20 km a nord-est di Waitangi), rigorosamente con Air Chathams.

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Un efficientissimo Saab 340 di Air Chathams – probabilmente l’aereo che vi condurrà laggiù

Air Chathams è stata inaugurata nel 1984 e vanta un eccellente record di sicurezza, oltre che un discreto network, che comprende 6 destinazioni sulle due isole principali della Nuova Zelanda e voli su richiesta verso l’aeroporto a Pitt Island, abitata da 38 persone (potete conoscerle tutte), 20 chilometri a sud-est dell’isola di Chatham.

Insomma, ciò detto, buon viaggio🌴.

 

HARI DE MIRANDA

 

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