Strade PERICOLOSE: Roma ha le buche, Milano ha il pavé con i binari

strade pavé

Un drammatico incidente ha riacceso il tema dei pericoli delle strade milanesi. Francesco Iennaco, rider di 28 anni, dopo essere caduto “per colpa delle pessime condizioni della strada”, come dichiarato, è finito sotto un tram che procedeva in direzione contraria. Portato al Policlinico gli è stata amputata una gamba. Qui la notizia.

Per motivi e cause diverse, nelle due maggiori città italiane tiene banco il tema della sicurezza e della manutenzione stradale, con al centro i due protagonisti del dibattito. 

Parliamo delle buche di Roma, e del pavé di Milano.

Buche in centro a Roma

Buche a Milano: due app le segnalano

Non che a Roma non si reclami contro le strade in pavé e che a Milano non ci sia il problema delle buche, ma l’intensità del malcontento è senza dubbio diversa.

Nella capitale le buche hanno causato fino a 230.000 incidenti ai centauri, i corridori motociclisti, secondo i dati del Codacons: colpito addirittura uno scooter su cinque. Periodicamente, macchine di ogni genere e dimensione finiscono dentro vere e proprie voragini che si aprono per le strade della città, anche più alla volta: nell’aprile 2018, per esempio, 50 automobili sono rimaste danneggiate da una buca apertasi in via Salaria.

I contenziosi per danni contro il Comune sono migliaia. E intanto il problema persiste: è dal 1998 che a Roma si aprono centinaia di voragini all’anno.

L’amministrazione comunale, tra ritardi, litigi interni e rimbalzi di responsabilità, stenta a varare un piano coerente e su larga scala per affrontare la questione.

Milano non è immune alla tematica: dopo le recenti massicce piogge di fine inverno–inizio primavera, è stato richiesto alla Procura di aprire un fascicolo sulle disastrose condizioni di certi tratti di strade, il Comune ha approntato un call center dedicato, mentre esistono due app per segnalare le buche in città, Ghe Pensi Mi e RoadChecker.

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C’eravamo tanto amati

Signora mia, i tempi sono cambiati

Eppure, quello che ormai sta diventando il problema endemico è un altro: il pavé, che a Milano ha una lunga e gloriosa storia.

Tradizionale tipologia di pavimentazione stradale, apprezzata per la sua longevità e resistenza al deterioramento, introdotta dall’Impero Romano, il pavé a Milano fa il suo ingresso in scena tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, inizialmente posato lungo le strade attraversate dai binari dei tram, oltre che dai mezzi di trasporto più in voga all’epoca, carrozze, calessi e carretti vari.

Leggi anche: Quando è stato messo l’asfalto a Milano?

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La storica Farmacia alle Cinque Vie di Cordusio, e il pavé

Oggi, il pavé pare superato, e sempre più milanesi lo vorrebbero relegato, si fa per dire, esclusivamente alle vie pedonali del centro storico, meglio se con i sampietrini.

Nelle vie trafficate, da macchine, scooter e biciclette, il pavé è un’insidia (una delle più importanti corse di ciclismo su strada, la Paris-Roubaix, prevede tratti di strada in pavé, proprio per mettere in difficoltà i partecipanti). Un’insidia che diventa un grande pericolo, specie per chi va su due ruote, nei punti dove sul pavé corrono i binari: ai lati infatti acqua e usura scavano solchi che possono rivelarsi micidiali.

La classifica del pavé

I difensori del pavé utilizzano gli argomenti del valore storico, dell’identità urbanistica, del fascino della Vecchia Milano: legittimi, se non fosse che la realtà ci parla di lastroni sconnessi, traballanti e soprattutto molto pericolosi.

Le dieci strade del pavé più temibili da percorrere risultano: 
#1 Via Ludovico il Moro
#2 Corso Genova
#3 Via Torino
#4 Via Manzoni
#5 Foro Buonaparte
#6 Corso Magenta
#7 Via Mercato
#8 Corso di Porta Romana
#9 Via Mazzini
#10 Via Orefici

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Via Torino

Il Comune pare aver già deciso

Il Comune ha già iniziato la sostituzione del pavé con l’asfalto in molti punti cardine della città: piazzale Baracca, via Fatebenefratelli, via Galvani, via Mascheroni e via Monti.

Piazza Cinque Giornate è sotto i ferri dall’aprile 2017 e dovrebbe essere completamente asfaltata entro l’estate 2018.

Tutto lascia pensare che da qui ai prossimi anni il rimpiazzo con l’asfalto avverrà ovunque sarà necessario e che il pavé rimarrà un incantevole ricordo dei tempi andati, oltre che un pezzo da museo nei percorsi del centro storico. Questa può essere una soluzione di lungo periodo per ridurre la pericolosità del manto stradale. Ciò non toglie che nel breve termine bisogna riuscire ad assicurare una migliore manutenzione, specie nei punti più critici, i solchi che si creano tra pavé e binari.