Le tendenze dell’estate 2017: da “local mania” a Milano criminale

In ufficio è arrivato il fatidico momento di segnare i giorni di chiusura nei fogli Excel. L’ansia per la ricerca della vacanza perfetta inizia a farsi sentire e il rischio di capitare in viaggi organizzati è sempre in agguato. Negli ultimi anni si è registrata una ribellione contro il turismo di massa e un moltiplicarsi di blog, app e startup dedicati ai viaggi unconventional. Con l’aiuto della tecnologia, si sono create delle vere e proprie tendenze, dei diversi profili di viaggiatori e un turismo sempre più esperienziale.

Per i “nuovi” turisti non basta più partire con valigia, guida e passaporto; ciò di cui oggi si ha bisogno è lo smartphone! Io stessa attivo tantissime app all’inizio di una vacanza, dalle ormai evergreen Google Translate e Google Maps; alle indispensabili: Citymapper e TripIt; con cui si combinano mezzi e itinerari o si custodiscono documenti di viaggio in modo ordinato. Così non si deve più cercare nelle tasche o tra le pagine di libri davanti alle code furibonde del check-in. Altra app che ormai sta sostituendo il taccuino da viaggio è Musement, tutta italiana e consigliata anche da Tim Cook (CEO di Apple). Insomma ce n’è una per ogni tipo di esigenza, per chi è alla ricerca di un turismo sostenibile, per chi vuole viaggiare in solitaria o per chi cerca l’avventura. Il trend vincente sembra essere la ricerca di esperienze autentiche, una sorta di “local mania” per vivere a contatto con gli abitanti del posto. Tra le app che verranno segnalate di seguito ce n’è anche una (sardo) milanese.

Esperienze di questo tipo implicano quasi sempre tour sul territorio e cibo! Spotted by locals, per esempio, consente di visitare molte città nel mondo, affidandosi ai consigli da parte di chi ci vive; offre informazioni fuori dall’ordinario e regolarmente aggiornate. EatWith, invece, permette di cenare a casa di chef locali in circa 165 città nel mondo, assaporando specialità del posto e condividendo la tavola con altri viaggiatori. Per chi invece vuole viversi lo spirito di una festa autoctona, può partecipare o addirittura organizzarne una con Party with a local.

Come anticipato, tra le tante app del Social travelling, se ne trova una che ha un particolare legame con ilDòmm de Milan e si chiama Guide Me Right. Un marketplace online multi-piattaforma, che a partire dal nome, mi fa venire in mente l’immagine di una stretta di mano e un #followme, alla Murad Osmann (famoso per aver girato il mondo guidato dalla sua fidanzata). Vi sarà sicuramente capitato di ospitare un amico e stilare una lista di luoghi, ristoranti, sagre, monumenti, panorami, strade da raccontare o piazze da attraversare. Il CEO e co-fondatore Luca Sini è partito proprio da un’esperienza personale del genere, quale ospitare compagni Erasmus spagnoli in Sardegna. Con l’aiuto di Pietro Pirino e Andrea Zanda ha perfezionato l’idea della pluripremiata app, studiando il funzionamento delle agenzie di viaggio online e i sistemi turistici di rating come TripAdvisor. Un’idea definita “romantica”, che ha portato a un team di dieci persone e a una community, a dir poco, attiva. I protagonisti dello scambio di attività ed esperienze socio-culturali sono i Guest o viaggiatori e i Local Friends. Attraverso la Meeting Page di GMR, i primi cercano i locals in base al luogo e al grado di “affinità sociale” mentre i secondi dispongono tempo e conoscenze del territorio, organizzando itinerari inediti e personalizzati, come farebbe un amico. A questo punto l’esperienza è creata su misura, per tutti quei viaggiatori che vogliono viversi il posto e non solo prenotarlo. La preannunciata relazione tra il capoluogo lombardo e il progetto sassarese è, in primis, legata all’ubicazione della sede operativa, ma la vera chicca è che nella città di Milano si localizza l’esperienza più venduta su GMR: Milano criminale. Una proposta di Andrea Lo Guzzo, ventiquattrenne e attore teatrale, che ha autonomamente studiato la storia della “ligèra”, malavita milanese del dopoguerra, raccontandola e creando un affascinante percorso tra le vecchie case di ringhiera.

In passato il chiedere indicazioni stradali poteva essere un modo per creare relazioni e, perché no, far scattare qualche invito; oggi le strade le troviamo tramite GPS e le persone del posto le “scegliamo” prima di incontrarle.

Qualche link utile:

www.spottedbylocals.com

www.eatwith.com

partywithalocal.com

https://www.guidemeright.com

www.guidemeright.com/it/cosa-fare-a/milano/milano-criminale

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Claudia Boca
Account PR&Media Relations, insegnante di passaggio, aspirante reporter e nomade per natura. Cresciuta a panzerotti e polenta, tra le Odi di Orazio e la Cyberpunk Fiction di William Gibson, ho sviluppato una curiosità (quasi ossessiva) verso tutto ciò che, di inconsueto, mi circonda. Uso una sorta di scanner per scoprire le città in cui approdo e questa è la volta della bella Milano.