Milanese Imbruttito vs Roma Fa Schifo: i due siti icona testimoniano il diverso rapporto di milanesi e romani con la loro città

milanese imbruttito

Roma e Milano hanno due tipi di mentalità che faticano a trovare punti di accordo, come spesso accade nelle nazioni in cui la capitale politica e quella economica non coincidono.  

Per capire quanto sia evidente il diverso rapporto degli abitanti con la loro città abbiamo deciso di prendere come esempio le loro due icone virtuali: Il Milanese Imbruttito e Roma Fa Schifo.

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L’accostamento tra le due immagini di copertina ci dice già molto

Il Milanese Imbruttito trionfa sui social, Roma Fa Schifo vince sul web

Partiamo dai numeri, che possono già raccontarci molto: su Facebook, la pagina del Milanese Imbruttito ha più di 1.400.000 mi piace, risultato straordinario specie considerando che rappresenta il 106% del numero di abitanti del comune di Milano.

Roma Fa Schifo si ferma a 169.435 likes, circa il 6% della popolazione romana.

Il Milanese Imbruttito ha anche un importante e curato canale YouTube, con 180.000 iscritti, quello di Roma Fa Schifo ne ha 4.000 (ma ha grande fascino).

Sui social vince il Milanese Imbruttito, ma sul web la sfida è più incerta: nel contestato ma prestigioso ranking di Alexa, Il Milanese Imbruttito (dopo 5 anni di attività) è al 224.520° posto nel mondo e all’8.633° in Italia, mentre Roma Fa Schifo (9 anni di attività) è al 196.514° posto globale, 5.957° italiano.

milanese imbruttito
Nella vita si sale e si scende, certamente si oscilla

Ma cerchiamo di carpire dall’atmosfera dei due siti quali sono rapporto e sentimento col proprio territorio di chi vive a Milano e di chi vive a Roma.

Nel Milanese Imbruttito si ride dei singoli, ma si celebra la città

Il Milanese Imbruttito ha nel mirino le singole persone e in qualche modo testimonia una città che si fa persona. Chiunque a Milano può scegliere quale tipo di cittadino incarnare: il milanese o il milanese imbruttito. L’imbruttito è un meme, una macchietta, è pieno di impegni, sempre di corsa ma sempre sul pezzo, comunicante con uno slang tutto suo che suona quasi tragicomico se colto fuori dal suo ambiente. E’ una satira verso certi comportamenti che, per molti, sono più tipici di persone che diventano oggetto della parte più superficiale della città piuttosto che di chi incarna lo spirito di Milano. 

Una Milano che nel Milanese Imbruttito è al di sopra di tutto e di tutti, autentica regina da celebrare, mai in discussione e mai intaccata dal comportamento dei suoi cittadini, specchio di ciò che gran parte dei suoi abitanti pensa e sente in questo momento storico, cioè da Expo in poi.

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O mia bela Madunina

Con Roma Fa Schifo appare una città mortificata dai suoi stessi abitanti

Roma Fa Schifo è una piattaforma di denuncia, che riflette un senso di rassegnazione. Nella vastità del suo materiale, raccolto nel corso degli anni ed emergenza del degrado diffuso nella Città Eterna, si intravede anche stavolta un’ironia, ma che in questo caso è rabbiosa e si scaglia contro il rapporto che i cittadini hanno nei confronti della loro città. L’immagine che emerge è di una Roma devastata dai suoi stessi abitanti, divisi tra chi la distrugge e chi rimane semplicemente a lamentarsi, senza però fare niente di concreto per migliorare la situazione. Roma Fa Schifo perchè i suoi abitanti fanno schifo: questa è la disperata invettiva del sito principe della capitale. 

Ironia, protagonismo e amore per la propria città

Roma Fa Schifo e Il Milanese Imbruttito sono gli epigoni delle città che rappresentano e del momento che stanno vivendo: la capitale vittima di un circolo vizioso dal quale sembra difficile individuare una via di uscita, mentre forse il capoluogo lombardo dovrebbe superare la logica autocelebrativa diventando un modello guida per l’Italia e per le migliori realtà europee. Un’evoluzione dove i punti di forza da trasmettere sono quelli che sembrano mettere in comune gli ideatori dei due siti: ironia, voglia di darsi da fare e, su tutto, un grande amore per la propria città. 

Articolo nato da un’idea di Giacomo Biraghi