Peppone e don Camillo in realtà sono nati a Milano

Milano spesso apre la strada al successo a chi viene da fuori. Questo è capitato anche a Giovannino Guareschi. Nato in provincia di Parma, il padre di Peppone e don Camillo si trasferisce a Milano a 28 anni, nel 1936, per collaborare con la rivista satirica “Bertoldo”, insieme alla moglie Ennia che, il romanziere, disse che con la scusa di alcuni dipinti del cinquecento lo aveva fatto entrare in una Chiesa da celibe, facendolo uscire “coniugato a vita“. Dapprima la coppia abitò in via Modena, lavora negli uffici della Rizzoli finchè nel 1942 viene arrestato con l’accusa di diffamazione contro Mussolini e viene allontanato da riviste e radio con cui collaborava. Guareschi viene trasferito in una prigione prima in Polonia e poi in Germania dove fu liberato dagli americani. Nel 1945 fa ritorno a Milano e va a vivere con moglie e figlio in via Pinturicchio 25.

In questi anni oltre a scrivere di Peppone e Don Camillo, Guareschi parla spesso del suo amore per Milano, “una enorme città che comincia sempre e non finisce mai”, dove “solo di notte puoi udire il tuo passo. Di giorno è impossibile”.

Nel 1952 Guareschi lascia Milano per trascorrere i suoi ultimi anni nella campagna emiliana.