Dopo le 5 giornate i piemontesi tradirono i milanesi

1848. L’Europa è in subbuglio. Ovunque si rivendicano i diritti dei popoli e i sovrani cercano di calmare le acque promulgando statuti più liberali. Anche a Milano il popolo morde il freno finchè guidato da Cesare Correnti e dal federalista Carlo Cattaneo la mattina del 18 prende d’assalto il Palazzo del Governo di corso Monforte.

Radetzky prova a mettersi al riparo all’interno del Castello Sforzesco ma alla fine è costretto a fuggire con le sue truppe. Il 23 marzo Milano è libera.

Il 7 aprile arriva a Milano Mazzini che si oppone all’unione tra Lombardia e Piemonte che sarà però votata dal plebiscito del 12 maggio. Il 14 luglio arriva anche Garibaldi. I giochi sembrano fatti ma Carlo Alberto tradisce i milanesi: il 6 agosto firma l’armistizio con gli austriaci riconsegnando così Milano. Si dice che il detto sui torinesi “falsi ma cortesi” sia nato dopo quelle amare vicende.