La montagna di Milano che nasconde una storia affascinante

Erano gli anni successivi al 1945. Dopo i bombardamenti Milano era un cumulo di macerie. Invece di eliminarle, l’architetto Piero Bottoni, uno degli artefici della ricostruzione della città, fermò tutti dicendo: “Non eliminate, non buttate via niente!”. In una Milano scassata dalla guerra bisogna saper ripartire da quello che c’è, anche se quello che c’è sono solo macerie. Progetta così una collinetta artificiale alta 45 metri (nel progetto originario doveva essere alta il doppio) formata da tutte quelle macerie.

L’idea era di farne un parco panoramico realizzato su gradoni a salire. I gradoni tra di loro sono collegati da una strada che gira a vite intorno al monte regalando, sulla sommità, un’ampia vista della città.

Un progetto così speciale per l’amata Milano che l’architetto lo volle dedicare all’altra Sua amata: la moglie Elsa. Che di cognome faceva Stella.

Da allora la montagnetta di San Siro fu per tutti il Monte Stella.