Giulio Cesare alla scoperta del burro

Quando era governatore della Gallia Cisalpina, Giulio Cesare venne invitato insieme al suo stato maggiore da Valerio Leonte, una delle massime autorità della città, per una grande cena di “fratellanza” insieme alla grande nobiltà milanese. Agli ospiti vennero offerti degli asparagi, piatto tradizionale milanese, che erano conditi da uno strano inguento, sconosciuto agli ospiti romani che lo giudicarono “maleodorante e disgustoso all’olfatto” e si rifiutarono di continuare la cena.

I milanesi rimasero esterrefatti, anche perchè loro intenzione era di offrire quanto di meglio forniva la cucina tipica della città. Giulio Cesare, per evitare un increscioso incidente diplomatico, si fece forza ed iniziò a mangiare trovando il piatto per niente disgustoso come sembrava.
Alla fine del pranzo Giulio Cesare chiese a Valerio Leonzio che cosa fosse quell’unguento e come venisse ottenuto, e Leonzio gli rispose: “Governatore, quest’unguento si chiama burro ed è prodotto dalle nostre belle e grasse vacche cisalpine”.