Il Conservatorio di Milano è il più grande d’Italia

Durante la dominazione austriaca non era previsto l’insegnamento della musica, ritenuta un’arte riservata ai nobili, come svago, o a musicisti di mestiere. L’idea del Conservatorio nasce nel periodo napoleonico, quando nel 1803 Grianty espone il progetto che prevede l’accoglienza presso il chiostro della chiesa di Santa Maria della Passione di 36 studenti per un periodo di formazione non superiore al decennio.

Il Real Conservatorio di Musica viene inaugurato il 3 settembre 1808 con l’entrata di 18 studenti, interni ed esterni, nel collegio della chiesa di S. Maria della Passione. Malgrado fosse in una ex struttura religiosa, il conservatorio ebbe fin dall’inizio un carattere laico.

Il Conservatorio di Milano è divenuto celebre anche per non aver ammesso Giuseppe Verdi perchè giudicato troppo anziano (aveva 18 anni), imperfetto nella postura della mano e perchè straniero, provenendo dal ducato di Parma. Successivamente il Conservatorio prese il suo nome, nonostante che in prossimità della morte Giuseppe Verdi si era manifestato contrario a questa ipotesi.

Nel 1971, primo esperimento in Italia, il Conservatorio è diventato sede del Liceo Musicale Sperimentale del Conservatorio “G. Verdi”, ad oggi l’unico caso, assieme al Liceo di Trento, di Scuola Superiore operante all’interno di un Conservatorio.

Tra gli allievi più celebri del Conservatorio di Milano ci sono: Claudio Abbado, Giovanni Allevi, Riccardo Chailly, Ludovico Einaudi, Riccardo Muti, Giacomo Puccini e Stefano Belisari (Elio delle Storie Tese).