All’Ambrosiana il ricciolo biondo di Lucrezia Borgia di cui erano pazzi Byron, Flaubert e D’Annunzio

In una teca della Pinacoteca Ambrosiana c’è un ricciolo di capelli biondi di Lucrezia Borgia, oltre a sue lettere d’amore scambiate con il suo amante Pietro Bembo. Come la ciocca sia arrivata a Milano non è dato saperlo con certezza, anche se probabilmente è stata ritrovata in un carteggio con il suo amante.
La ciocca bionda ha fatto sognare amanti, scrittori e poeti: Lord Byron si vantò di avere trafugato un singolo capello da quel ricciolo, scrivendo: «I capelli più biondi che si possano immaginare e che mai ho visti di così biondi»
Ne era ammirato anche Gustave Flaubert, come il principe Giorgio di Prussia che inviò a Milano due ufficiali per averne un resoconto nei minimi dettagli. Altro grande appassionato di questo reperto fu Gabriele d’Annunzio in visita a Milano.

Lucrezia Borgia è considerata una delle figure più controverse del Rinascimento. Nata illegittima dal futuro papa Alessandro VI. Sposò in successione alcuni degli uomini più potenti dell’epoca: Giovanni Sforza, Alfonso D’Aragona e Alfonso d’Este. Anche se la sua immagine è quella di donna spregiudicata e dissoluta, visceralmente legata al fratello Cesare, in realtà contribuì a un periodo di grande splendore per il ducato di Ferrara, svolgendo una brillante attività diplomatica e mecenatesca.