Due TUNNEL per portare Milano fuori dal traffico

Spostare gli eserciti di automobili sotto la città sta diventando sempre più necessario

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Il centro di Boston prima e dopo il Big Dig

Elon Musk ha idee molto chiare per il nostro futuro: vuole salvaguardarci dalle aberrazioni delle AI, farci viaggiare su treni rapidissimi, costruire cittadelle solari, trasportarci su macchine elettriche a guida autonoma, macchine che dovranno viaggiare sottoterra, dentro appositi tunnel per liberare le nostre città ingolfate dal traffico.

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Hawthorne Tunnel, il primo (sperimentale) della The Boring Company di Elon Musk

Boston ha aperto la pista

L’idea di spostare le automobili sotto la città sta prendendo sempre più piede: attualmente il miglior esempio resta il Big Dig a Boston, un megaprogetto terminato nel 2007 che ha riconvertito l’Interstate 93, la principale arteria cittadina, in un tunnel sotto la metropoli lungo 5.6 km.

Dopo la sua inaugurazione si è assistito alla immediata scomparsa del traffico in centro, insieme al subitaneo e drastico miglioramento delle condizioni ambientali, con una fortissima riduzione del rumore e un netto miglioramento della qualità dell’aria. La successiva demolizione della vecchia Interstate 93 ha permesso una netta trasformazione estetico-ambientale e la costituzione di spazi verdi, oltre al ricongiungimento del centro storico con la zona mercantile e la costa.

Il tutto è costato circa 14 miliardi di dollari, ma ha generato gli incommensurabili benefici di cui sopra, visibili nelle due immagini sottostanti.

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Il centro di Boston prima e dopo il Big Dig

Molte grandi metropoli si sono già attrezzate

Sulla falsariga del Big Dig, sono stati costruiti il Cross City Tunnel a Sydney, il Port Tunnel a Dublino e il Carmel Tunnel a Haifa, in Israele. Nel 2019, aprirà un gigantesco tunnel sotto la città di Seattle, coronando un lavoro partito nel 2013.

Altri esempi meno mastodontici, ma comunque indirizzati sulla buona strada, sono la messa sotterranea dell’A86 a Parigi, dell’M30 a Madrid, dell’A10 ad Amsterdam.

Oltre ai vantaggi già elencati nel caso di Boston, l’uso degli spazi sottoterra porta anche ad un migliore uso dell’energia dovuto all’isolamento naturale del terreno, capace di assorbire il rumore, e alla possibilità di conseguire più efficienti modalità di controllo della temperatura degli ambienti, insieme ad una grande capacità di protezione da condizioni climatiche estreme, con una maggiore sicurezza complessiva per le funzioni che necessitano di particolari protezioni da agenti atmosferici.

Il Sound Tube di Melbourne è un esempio di road tunnel che coniuga efficienza e meraviglia

Il progetto dei tunnel sotto al centro di Milano

In Lombardia abbiamo il modello monzese del tunnel della Valassina, una galleria urbana lunga 1805 metri, cifra che ne fa il tunnel del suo genere più lungo d’Italia e tra i più lunghi in Europa.

Tra il 2008 e il 2009 si parlò di mettere sotto terra traffico e smog milanesi grazie ad un tunnel di 4 km che avrebbe collegato piazza Repubblica con Forlanini, ispirandosi a Madrid o al gigantesco tunnel di San Cristóbal a Santiago, in Cile. Il costo all’epoca era stimato sugli 800 milioni di euro, ricavabili grazie alla formula del project financing, cioè capitali privati di italiani e stranieri che, in cambio della realizzazione dell’opera, avrebbero ricevuto la concessione del tunnel per 48 anni.

Si discusse anche di investire due miliardi di euro, dei quali il 40% pubblici, per un tunnel di 14.5 chilometri che dall’aeroporto di Linate avrebbe dovuto portare al quartiere dell’Expo, per poi concludersi a Molino Dorino.

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Il progetto per potenziare l’offerta di mobilità tra Linate e la Fiera

Sognare forte per una città da sogno

Non se n’è fatto niente.

Noi abbiamo pensato di riproporre con forza questa idea, immaginandoci due tunnel passanti sotto al centro storico, il primo dall’Arco della Pace a piazza Medaglie d’Oro (un percorso di circa 4 km), il secondo da Porta Venezia a piazza Napoli (poco più di 5 km).

Alimentando l’annoso problema dell’inquinamento, a Milano ogni giorno transitano più di 470.000 macchine (al 2° posto in Italia, molto distaccata da Roma, e al 145° nel mondo), che però su un’area non certo molto estesa come quella meneghina arrivano ad arrecare per forza di cose disagio, causando congestionamenti e mal’aria.

Leggi anche: Come abbattere lo smog milanese

Come visto, senz’altro i costi per la realizzazione dei tunnel non saranno indifferenti, ma l’innalzamento della qualità della vita, il virtuoso prosperare dell’atmosfera nel centro città, uniti al riappropriamento dei luoghi cardine di Milano, sono tutti fattori che non hanno prezzo.

Per tutto il resto, c’è Elon Musk.

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Il percorso dei tunnel sotto al centro di Milano immaginati da Milano Città Stato

HARI DE MIRANDA

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