10 segreti di PORTA VENEZIA

Tra storia, arte e mistero

porta venezia

Si può passeggiare per tutta la vita lungo Corso Venezia, fino ai noti caselli daziari, senza nemmeno sapere come mai questa zona è così importante per Milano (e non solo per lo shopping).

Arte, storia, mistero e curiosità rendono il quartiere di Porta Venezia uno dei più affascinanti della città, come testimoniano questi 10 segreti.

porta venezia#1 La Porta un tempo non si trovava dove la vediamo oggi

Conosciuta in passato come Porta della Riconoscenza o Porta Orientale, Porta Venezia si trovava leggermente spostata rispetto a dove invece è ora: si trovava infatti all’incrocio tra Corso Venezia e Via Senato.

#2 È un quartiere ricco di case Liberty

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Partendo dal celebre Palazzo Castiglioni, il quartiere di Porta Venezia è ricco di edifici Art Nouveau e di palazzi con fini decorazioni liberty, risalenti alla fine dell’Ottocento e all’inizio del Novecento. Da ammirare sono sicuramente l’Hotel Diana (in Piazza Oberdan) e Casa Galimberti (all’angolo tra Via Malpighi e Via Sirtori), facilmente riconoscibile dalle colorate donne in maiolica.

#3 Era la zona del Lazzaretto, infestato da oscure presenze

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Poco fuori dall’allora Porta Orientale venne costruito il Lazzaretto, descritto anche dal Manzoni nel suo I Promessi Sposi. Qui venivano confinati gli infermi particolarmente gravi, specialmente se affetti da malattie fortemente contagiose come la peste e la lebbra. Si racconta che ancora oggi, in Via Lazzaretto, si possano sentire i lamenti dei malati che non sono mai più usciti.

#4 Viene considerato il quartiere veg di Milano

Complice anche il fatto che nella zona di Porta Venezia viva una ben consolidata comunità eritrea ed etiope (con una cucina particolarmente veg-friendly), il quartiere ospita parecchi locali veg, o comunque attenti alla cucina vegetariana e vegana. Alcuni esempi sono segnalati su questa mappa del Corriere della Sera.

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#5 Era la dimora di letterati e personaggi potenti

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Corso Venezia e i suoi dintorni ospitarono numerosi personaggi famosi, primo tra tutti Napoleone Bonaparte. Prima di spostarsi a Monza, il Re d’Italia scelse come base per il suo seguito Palazzo Serbelloni, al n°16 di Corso Venezia. Ma la zona fu dimora soprattutto di letterati: come Henry Beyle (più noto con lo pseudonimo di Stendhal), che pur essendo francese gli piaceva autodefinirsi milanese, e Filippo Tommaso Marinetti, il futurista ricordato da una targa sulla sua casa in Corso Venezia n°23: “Questa è la casa dove nel 1905 Filippo Tommasi Marinetti fondò la rivista Poesia, da qui il movimento lanciò la sua sfida al chiaro di luna specchiato nel Naviglio”. La targa fa riferimento al Manifesto del Futurismo intitolato “Uccidiamo il Chiaro di Luna”.

#6 Racconta la Storia di Milano con la “s” maiuscola

Milano fu protagonista della storia nel 1848, quando il popolo si ribellò agli austriaci e riuscì a scacciarne l’esercito (anche se solo momentaneamente). Corso Venezia ricorda il valore dei milanesi e la repressione austriaca all’altezza del n°13, dove si può notare una colonna parzialmente distrutta. In questo punto gli austriaci risposero alla ribellione del popolo milanese con colpi di cannone, senza tuttavia riuscire a sopraffarlo.

#7 In Corso Venezia si può avvistare un fantasma

Ugo Foscolo amò molte donne, ma poche così intensamente come la nobile Antonietta Fagnani Arese. La donna, che si racconta fosse particolarmente affascinante, abitava al n°8 di Corso Venezia in Palazzo Arese, oggi demolito, ad eccezione di un balcone. Qui il fantasma di Antonietta si sporge ancora, nelle notti in cui la luna non è nascosta dalle nuvole.

#8 Si trovava qui la prima piscina pubblica di Milano

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Come molti sanno, in Piazza Oberdan si trova l’Albergo Diurno Venezia, conservato dal FAI e periodicamente aperto per visite guidate: si tratta di un vero e proprio gioiello dell’art deco, dove un tempo i milanesi e i turisti potevano fermarsi per farsi una doccia, andare alle terme, passare dal barbiere o fermarsi per una manicure. Pochi sanno, invece, che in piazza c’erano i Bagni di Diana (dove oggi sorge l’Hotel Diana), la prima piscina pubblica milanese, progettata nel 1842 e aperta al pubblico fino al 1908. I Bagni inizialmente erano accessibili esclusivamente agli uomini, ma dal 1886 anche le donne poterono entrare (ma solo la mattina).

#9 Qui pianse la Madonna

In Via San Gregorio sorge la Chiesa Ortodossa di San Nicola, all’interno della quale è custodita un’icona di legno raffigurante la Madonna che tiene in braccio Gesù. Nel 2010 si sarebbe compiuto un miracolo, a detta di alcuni fedeli: la Vergine si sarebbe messa a piangere! Il caso aveva interessato anche il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale (CICAP) che però, facendo delle analisi sul liquido ritrovato sul volto della Madonna, non trovò traccia di DNA umano.

#10 Si nasconde una vera e propria casa gotica

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In Via Poerio 35 si può avvistare un edificio diverso dagli altro che lo circondano: è la Casa 770, in stile gotico, che prende ispirazione da un edificio di New York che si trova al n°770 di Eastern Parkway. La casa venne fatta costruire da una comunità ebraica ed oggi ne esistono ben 16 riproduzioni nel mondo, tra Brasile e Israele, Australia e Cile (solo per citarne alcune). La Casa 770 di Milano è l’unica in Europa, oltre a quella in Ucraina.

VANESSA MARAN

 

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