La Milano Celata: i 7 cortili più belli della città

i cortili di milano

 

Sin da quando venne nominata capitale dell’Impero Romano d’Occidente, Milano ha conquistato le attenzioni e le dediche estasiate di letterati e artisti vari anche con una componente nascosta, segreta, celata ai più: i suoi cortili.

Dal poeta gallico Decimo Magno Ausonio nel 390 d.C., agli scritti dei fratelli Pirola, storici editori milanesi 1500 anni dopo, le pagine della storia hanno tessuto le lodi di questi luoghi appartati e tranquilli nel cuore della città, solo apparentemente avulsi al contesto generale, perché in realtà intimamente connessi con le storie che l’hanno formato e vissuto.

Qui vi proponiamo una selezione che è un elenco non esaustivo di questi posti speciali. Se ne conoscete altri, e ritenete ingiusto che siano stati esclusi, segnalatecelo e scriveteci!

 

Il Chiostro delle Umiliate

Indirizzo: via Cappuccio, 7

Situato a due passi dalla Basilica di Sant’Ambrogio, questo cortile di fine ‘400 deve il suo suggestivo nome all’ordine degli Umiliati, nato nel 1200, in risposta alla perdizione verso la quale il clero dei tempi convergeva, e fortemente radicato nel milanese.

La semplicità del luogo, unita alla ricercatezza e al sincretismo degli elementi architettonici, che vanno dallo stile ionico all’umiliato-ecclesiastico passando per il pozzo tipicamente rinascimentale, merita più di una visita.

 

Casa Atellani

Indirizzo: corso Magenta, 65

Il filo rosso che lega Ludovico il Moro, reggente del Ducato di Milano dal 1480 al 1494, a Leonardo da Vinci e il Cenacolo passa da qui: gli Atellani erano infatti cortigiani al Castello Sforzesco, ai quali il signore donò la Casa che venne battezzata col loro nome e dove si narra che Leonardo trasse l’ispirazione decisiva per comporre il suo capolavoro, durante feconde camminate nel raffinato cortile interno.

In contrapposizione al Chiostro delle Umiliate, però, qui la perdizione regnava sovrana: la Casa divenne infatti il fulcro della vita mondana meneghina di quei tempi, con feste le cui cronache sono giunte fino ai giorni nostri.

 

Giardino Terraggio

Indirizzo: via Terraggio, 5

Ecco perché “Milano Celata”: chi di voi entrerebbe in questo portone, senza nessuna indicazione scritta?

Eppure, l’ingresso è libero e nasconde un parco giochi ricco di storia. Invaso da cespugli di profumatissimi fiori rosa, il giardino segreto di via Terraggio è un’altra eredità di Ludovico il Moro e del suo amore per i grandi nomi: lo donò infatti a nientepopodimeno che Lorenzo il Magnifico, che lo scelse come buen retiro durante i suoi soggiorni a Milano.

 

Il Giardino Calderini

Indirizzo: via Sant’Agnese

Ciò che resta della reggia della famiglia nobile dei Corio, distrutta dalle bombe alleate nel 1944. Persi per sempre i magnifici affreschi di Donato Bramante che adornavano la casa, rimangono l’antico portico e tanto verde, edere striscianti e un cortile rifugio che fa totalmente dimenticare ai suoi ospiti di essere in pieno centro.

Nel mezzo del giardino troviamo una scultura dedicata alle vittime della strada, realizzata da uno dei grandi figli adottivi di Milano: Arnaldo Pomodoro.

 

Giardino Perego

Indirizzo: via dei Giardini, 6

4200 m2 di english landscape garden, trasformato nel XIX secolo dall’intervento dell’architetto Luigi Canonica e del capogiardiniere Luigi Villoresi, su richiesta dei proprietari di allora, la famiglia Perego, poi venduto al Comune di Milano a inizio Novecento.

I giardini ospitano peculiari giochi per bambini ricavati da tronchi d’albero, cespugli di azalee, rododendri e hosta, un gigantesco celtis australis e un’antica statua raffigurante il dio etrusco Vertumno, guardiano del susseguirsi delle stagioni e della maturazione dei frutti: insomma, ce n’è per tutti i gusti.

 

Chiostro grande di San Simpliciano

Indirizzo: piazza San Simpliciano, 7

Oggi è una delle sedi del Fuorisalone, ma questo chiostro resta uno dei capolavori meno conosciuti del manierismo lombardo.

In realtà, il luogo presenta caratteristiche architettoniche particolari: l’asse delle colonne del porticato che circonda il verde non è parallelo ai lati del cortile, come ci si aspetterebbe in un complesso del genere, bensì è perpendicolare ad essi; da qui il soprannome di chiostro delle due colonne, perché due sono quelle che reggono ciascun capitello.

Da vedere per le decorazioni, gli affreschi e le vetrate di cui il chiostro è circondato, tanto solenni quanto mantenute con cura.

 

Il Cortile degli Scultori

Indirizzo: via Mac Mahon, 14

Milano è all’avanguardia già da due secoli nel campo della scultura, essendo la sede della Veneranda Fabbrica del Duomo e del Cimitero Monumentale.

E proprio per quest’ultimo lavoravano gli scultori che hanno dato il nome a questo cortile nascosto, un tempo mulino, oggi piccolo borgo costruito in mattoni e immerso nel verde, rigoglioso in primavera, forte dei suoi aceri, dei suoi ciliegi e i suoi banani.

La barbarie edilizia degli anni ’60-’70 ha messo in serio pericolo questo locus amoenus, alla fine sopravvissuto e oggi capace di raccontarci storie, come quella di Mauro Baldessari, ultimo superstite tra gli scultori, rimasto lì a dividersi lo spazio con agenzie di grafica, studi pubblicitari e la galleria d’arte Cortina.

Sul solco di grandi nomi come Andrea Cascella, Carmelo Cappello e Giacomo Manzù, Baldessari è ormai l’unico a portare avanti e rinnovare la loro tradizione e scuola di scultura, e una visita al suo centro unita ad una passeggiata nel cortile possono valere come una gita fuori porta.