A Milano tutte le strade portano al CINEMA: storia e curiosità di 10 mitiche sale dove vedere un film

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Milano è la città di Totò, Peppino e la… malafemmina, di Rocco e i suoi fratelli, de La classe operaia va in paradiso, Miracolo a Milano, Milano odia: la polizia non può sparare e Milano Calibro 9, titoli imperdibili della filmografia italiana dal secondo dopoguerra in poi.

Così com’è stata sede dei set di alcuni dei film che hanno segnato l’immaginario collettivo italiano e forgiato i nostri ricordi degli anni che furono, Milano ha ospitato e ospita tuttora le più svariate tipologie di sale cinematografiche, da quelle da sogno à la Nuovo Cinema Paradiso a quelle più al passo coi tempi.

Vedi anche: Se i film famosi fossero stati girati a Milano

Ora nella nostra città troviamo 55 cinema con 230 schermi: 18 multisala, 12 multiplex (parola orribile che sta ad indicare teatri cinematografici costruiti ex novo, a differenza dei multisala che sono invece quelli ricavati dalla ristrutturazione o dall’ampliamento di un preesistente struttura) e 25 monosala.

Lontani dai fasti del 1977, quando possedevamo 147 cinema (e 148 schermi), andiamo a vedere quali sono i nostri templi della settima arte che più si contraddistinguono oggi.

 

#1 Multisala Colosseo (1927)

Viale Monte Nero, 84

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Eccolo qui, uno dei primi multisala in città: aperto nel 1927, era il cinema più capiente e lussuoso di Milano, con un’unica sala dotata di 2000 posti a sedere.

Multisala dal 1988, oggi il Colosseo conserva ancora un po’ del fascino che l’ha caratterizzato, quell’arte romana dell’architetto Alessandro Rimini con le decorazioni mitologiche in galleria e i motivi floreali sul soffitto della sala di proiezione.

 

#2 Cinema Palestrina (1936)

Via Palestrina, 7

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Aperto come teatro parrocchiale, oggi il cinema ha una gestione familiare con un pubblico altamente fidelizzato e riesce sia a rappresentare la sala di quartiere sia ad ospitare proiezioni di prima visione.

Fa capo al Progetto Lumiere, al servizio del cinema e dello spettacolo, ed è gemellato col Multisala Troisi di San Donato Milanese.

 

#3 Spazio Oberdan Cineteca Italiana (1998)

Viale Vittorio Veneto, 2

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L’ex Cinema Giardini, in riferimento ai Giardini Pubblici di Porta Venezia verso i quali si affaccia, aperto nel 1916, cinema a luci rosse dal 1978 al 1992, oggi è occupato dallo Spazio Oberdan, di proprietà della Città Metropolitana di Milano e gestito da Cineteca Italiana.

La sala di Porta Venezia è il punto di riferimento per il cinema d’essai a Milano e ospita le rassegne annuali “Panoramica di Venezia” e “Cannes e dintorni”, che portano in anteprima a Milano una ricca selezione di pellicole provenienti dai due festival internazionali.

 

#4 Cinematografo Ariosto (1948)

Via Ariosto, 16

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Nato teatro parrocchiale come il Palestrina, inserito nel circuito d’essai come l’Oberdan, l’Ariosto è in mano alla famiglia Bruciamonti, storica gestrice di sale milanesi, sin dal giorno della sua apertura.

Nonostante si collochi tra due edifici ecclesiastici, la Chiesa di Santa Maria Segreta e il rifacimento della facciata della Chiesa San Giovanni alle Case Rotte, il cinema è sempre stato un luogo d’arte viva, non mancando di proiettare film apertamente provocatori nei confronti della dottrina cattolica come La Via Lattea di Bunuel, programmato nel 1972.

 

#5 MIC – Museo Interattivo del Cinema (2011)

Viale Fulvio Testi, 121

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Uno schermo, 84 posti a sedere: l’élite del cinema espressa tramite rassegne ed eventi culturali organizzati da Cineteca Italiana.

Inoltre, il MIC è il primo museo interattivo del cinema in Italia: lo spettatore può, interagendo direttamente con dispositivi e applicazioni create ad hoc, realizzare un doppiaggio cinematografico, sonorizzare un film, modificare un manifesto cinematografico, approfondire le sue conoscenze cinematografiche attingendo da una vasta libreria (oltre 100 ore di filmati), utilizzare mappe dinamiche per scoprire quali sono i set dei film girati a Milano e dove sono le sale cinematografiche della città, anche quelle dismesse.

 

#6 Cinema Centrale (1907)

Via Torino, 30/32

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Da sempre multisala (ne ha due), il Cinema Centrale è il più antico d’Italia per continuità di servizio.

Aperto come Cinematografo Mondial, situato in via Torino nella rientranza all’angolo con la Chiesa di San Sebastiano, con due sale ricavate dalla quattrocentesca Casa dei Grifi risalente al periodo d’oro degli Sforza, il nome attuale l’ha preso nel 1942, dopo la chiusura dell’omonimo cinema di Piazza Duomo.

Il Centrale è stato completamente rinnovato negli arredi e nelle strutture tecniche, ed è dotato delle più moderne tecnologie con proiettori di ultima generazione Sony 4K e impianto audio Dolby Digital, sebbene abbia per fortuna conservato per tradizione e storia l’impianto di proiezione su pellicola ancora funzionante, nell’ottica di retrospettive o serate per cultori della pellicola (che sono in buona compagnia, con Martin Scorsese, Quentin Tarantino, J.J. Abrams, Steven Spielberg, Christopher Nolan e i due Anderson, Wes e Paul Thomas).

Il film più proiettato di sempre? Non poteva che essere lui, Nuovo Cinema Paradiso.

 

#7 Odeon – The Space (1929)

Via Santa Radegonda, 8

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Odeon deriva dal greco Ωδείον, che significa «costruzione destinata a gare musicali», a sua volta derivante da «cantare», “ode”, “aedo”, e dà il nome a numerosi edifici coperti dell’Antica Grecia destinati agli esercizi di canto, alle rappresentazioni musicali, ai concorsi di poesia e di musica, oltre che a tantissimi cinema oggi in Italia.

L’Odeon di via Santa Radegonda ha 10 schermi con 2254 posti a sedere e ha sempre rappresentato “Il Cinema” per Milano: sorto sulle macerie del Cineteatro Santa Radegonda, dal 1988 al 2009 è stato nelle mani di Silvio Berlusconi, che gli ha dato la configurazione attuale, per poi essere inserito nel circuito The Space Cinema della 21 Investimenti di Alessandro Benetton, in controllo di 24 strutture e 242 sale cinematografiche dislocate su tutto il territorio italiano.

Sopra lo schermo della Sala Uno, dall’inaugurazione risalente al 26 novembre 1929, è presente la scritta “Ex tenebris vita”: dalle tenebre, la vita.

 

#8 Beltrade (1920)

Via Oxilia, 10

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Una programmazione varia e originale, con film rari, difficili da trovare, snobbati da altre sale, quasi tutti in lingua originale, un personale simpatico, cordiale e informatissimo, un cinema immerso nell’atmosfera di paese che si trova nella ragnatela di vie tra Pasteur e Rovereto, ottimo per gli appassionati cinefili e per le famiglie.

A tutto questo aggiungeteci il Bar Brillo, interno alla struttura, con tavolini, bancone vintage e biliardino: il cocktail perfetto per un’ottima serata all’insegna della cultura e dell’arte.

 

#9 Mexico (1972)

Via Savona, 57

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Meritevole dell’Ambrogino d’Oro assegnatogli nel 2011 da Giuliano Pisapia, il Mexico a Milano è storia: salvato dal binario morto delle luci rosse da Antonio Sancassani nel 1980, oggi è uno degli ultimi baluardi della distribuzione realmente indipendente, nonché la casa del Rocky Horror Picture Show.

Il musical di Richard O’Brien è infatti in programmazione perenne dal 1981, ora ogni venerdì sera e ad oggi più di 250’000 spettatori hanno visto il film al Mexico.

Un altro caso studio che l’ha visto protagonista è stato, nel 2007, il film Il vento fa il suo giro del regista esordiente Giorgio Diritti, essendo il Mexico l’unica sala milanese a decidere di proiettarlo, ottenendo un grande successo di pubblico, tanto che la pellicola è rimasta in programmazione per oltre due anni, spesso con spettatori provenienti da altre città.

 

#10 Arlecchino (1948)

Via San Pietro all’Orto, 9

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Dal 2009 l’unico monosala (con 301 posti) presente nel centro storico di Milano, l’Arlecchino è uno dei tanti cinema che popolano Corso Vittorio Emanuele nel dopoguerra, caratterizzato da una programmazione di qualità a volte simile a quella d’essai, spesso privilegiando il cinema d’autore europeo.

La struttura deve il nome all’Arlecchino servitore di due padroni dello Strehler, che sbancava al Piccolo Teatro, ed è così che per la sua apertura l’artista spazialista Lucio Fontana realizza due grandi sculture in mosaico e ceramica: un Arlecchino di più di due metri d’altezza che viene sospeso sul soffitto dell’ingresso, e un grande fregio intitolato “Battaglia” che viene posto in sala nella parte bassa dello schermo.

Purtroppo, in seguito al dovuto restauro, da qualche anno le due opere sono esposte alla Galleria Claudia Gian Ferrari (al 41 di Via Filippo Corridoni) e hanno lasciato orfano il cinema.

 

HARI DE MIRANDA