10 parole del dialetto milanese che ognuno dovrebbe conoscere

dialetto milanese totò e peppino
dialetto milanese totò e peppino

“La o normale si legge u. La u si legge ü, come l’ululato dei lupi. Per leggere o ci vuole la ò accentata. Questa è la base”, mi spiega Mario Torchio.

Maestro di lingua milanese ma anche poeta pluripremiato, autore Mario Torchioteatrale, insegnante di teatro milanese, riscopritore delle tradizioni e forza della natura (è una classe 1923), insiste: “Ci sono vocaboli, nella Lingua Milanese, che esprimono, in modo chiaro e simpatico, il comportamento umano dell’individuo. Poiché queste peculiarità fanno parte del DNA milanese, perché non tenerne conto nella specifica emancipazione della nuova Civiltà Cittadina?”.

Eccone 10.

#1. Bauscia = Sbruffone

Leggi: bajuscia
Ti te capisset na gòt perché te see on bauscia – Tr.: Tu non capisci niente perché sei uno sbruffone.

 

#2. Sgonfion = Faccendiere – millantatore

Leggi: sgunfiun
Ti te me cuntet su di ball perché te see on sgonfion – Tr.: Tu mi racconti delle frottole perché sei uno sbruffone.

 

#3. Trombon = Politico

Leggi: trumbùn (“E’ una parola bellissima. Prepotente, peggio, è uno che è mezzo criminale”, Mario Torchio).
Ti te see no on omm ch’el var nagotta perchè te se no on politich ma on trombon – Tr.: Tu sei un uomo che non vale niente perché non sei un politico ma un trombone.

 

#4. Carna de Coll = Prepotente

Leggi: carn de coll (la carne è dura perché fatta di muscoli duri, non è la carne morbida. E’ qualcosa di difficile da masticare e quindi ognuno la mastica come preferisce).
Gent come ti bisognaria mettel al patibol perchè te see un carnadecol – Tr: Gente come te dovrebbe essere mandata alla forca perché è un gran prepotente.

 

#5. Casciaball = giornalista

Leggi: casciabàl (racconta palle, ma è inteso in modo molto molto amichevole. “Il milanese va d’accordo con il giornalista perchè sono entrambi ‘casciaball’. Il giornalista, come il milanese, il classico “cumenda” sono abituati a dire un sacco di fregnacce per farsi belli. Sono quelli del ‘Io sono questo quello e tu non sei niente'”, prosegue Mario.)
Vun ch’el dis on sacch de parol inutil a l’é on casciaball – Tr: Colui che dice un sacco di parole inutili è un cacciaballe.

 

#6. Tajapagn = spettegolare sulla gente

Leggi: taiapan (“Si sa che per istinto la gente spettegola, nel tempo libero, bonariamente. E’ inteso come ‘taglia i panni addosso’. E’ però cattivo e mediocre: è per colui che ha il gusto di far apparire gli altri un niente. Ha sempre da dire, ma in modo cattivo. Il classico da mandare via i pee”, spiega Mario).
Hoo cognossuu on tal che el diseva on sacch de stupidad su la gent che eren minga vera” – Tr: Ho conosciuto un tale che diceva un sacco di stupidate sulla gente che non erano mica vere. – Ecco il Tajpagn!

 

#7. Ciospa = donna brutta

Leggi: ciospa
Mi son ona dòna brutta e me ciamen ciospa: perchè?! -. Tr. Io sono una donna brutta e mi chiamano ciospa, perché!?

 

#8. Menarost = persona noiosa

Leggi: menarròst (“Fa riferimento al gesto di rimescolare, rugare, come le persone noiose che rimenano e rimenano gli stessi argomenti”).
Una persona che la continua a seguì on argument in manera petulanta l’è on menarost – Tr. Una persona che insiste petulante su un argomento è un menarost, un gran noioso.

 

#9. Peepiatt = piedipiatti, poliziotto

Leggi: peipiat
El poliziott a l’è on amis ch’ el faa el sò lavorà contra i cattiv e l’è, con affett, on peepiat – Tr. Il poliziotto, quell’amico che fa il suo mestiere di lavorare contro i cattivi, è detto con affetto “piedipiatti”.

 

#10. Slandra = donna di strada

Leggi: slandra
Ona pòvera dòna che per necessità la dev batt el marciapè – Tr. Una povera donna che per necessità deve battere il marcipiede.